Riccardo e la malattia di Lyme: «Lancio una raccolta fondi per curarmi, non so più come fare»
Toni, quarantenne di Pavullo ma sassolese d’adozione, ha scoperto il male nel 2014 e da allora è iniziato il suo calvario: «Per quasi un anno non ho camminato e parlato, ho perso amici, la mia passione per le moto, la fidanzata. L’unica soluzione è all’estero»
SASSUOLO. «La mia speranza attuale è quella di fare di tutto per guarire, trovare una cura per la mia malattia oppure andarmene senza soffrire, perché la voglia di vivere in queste condizioni diminuisce sempre di più». A parlare così è Riccardo Toni, un quarantenne di origini pavullesi ma sassolese di adozione da anni, avendo lavorato sul territorio per Sassuolo Gestioni Patrimoniali ed alcune aziende edili. Un’affermazione forte, figlia di un peregrinare in giro per il mondo alla ricerca di cure per la malattia di Lyme che ha scoperto di avere da oltre un decennio.
La malattia
«Era il 2014 – racconta – quando cominciai ad accusare sintomi strani, che mi destabilizzavano nel fisico e nella testa. Un ricovero all'ospedale di Baggiovara per oltre tre mesi, con diagnosi vicine alla Sla e alla distrofia muscolare. Le prime cure non hanno evidenziato precisamente la causa ma dopo i primi accertamenti oltre confine, arrivò la “mazzata” della malattia di Lyme, un'infezione batterica trasmessa all'uomo tramite il morso di zecche infette che, se non curata per tempo, può causare problemi permanenti; con sintomi persistenti». Alcuni effetti collaterali alle terapie hanno anche portato Toni a lunghi periodi di inabilità lavorativa, esami in centri internazionali, esborso di denaro fino a circa 300mila euro che hanno prosciugato le proprietà di famiglia. «Nel 2024, per arrivare ai giorni nostri – aggiunge – sono stato per quasi un anno senza camminare e parlare. Ho perso amici, la mia passione per le moto, la fidanzata. I miei anziani genitori hanno venduto tutto per pagarmi le cure».
Le cure
Patrimonio prosciugato, ricerca di “benefattori” per continuare i viaggi della speranza. Ecco allora l'idea di lanciare una sottoscrizione a suo nome con donazioni per pagare trasferte e terapie. «L’allarme che ho lanciato – continua – serve a sostenere le spese di cura per la terapia genica (Sot) per modulazione di difetto genetico congenito (mutazione NFKB1), attivato dalla compresenza della malattia di Lyme, e cura della malattia di Lyme attualmente presente in stato cronico, in particolare a carico del sistema nervoso centrale (neuroborelliosi 3° stadio) e coinfezioni dovute alla malattia stessa (bartonellosi, babesiosi su tutte). Tutti i trattamenti e relative terapie previsti dalle “linee guida” di cura italiane si sono dimostrati inefficaci nel medio e lungo periodo. Nei vari anni sono stati contattati i principali specialisti per la cura di questa malattia, sia italiani che esteri, tra cui quelli indicati dall’associazione italiana per la malattia di Lyme. Al momento, l’unica possibile soluzione è la terapia genica (Sot), che però non è in uso in Italia e quindi non convenzionata dal Sistema sanitario nazionale; ciò si traduce nel doversi recare all’estero per tentare questa terapia e dover sostenere ogni singola spesa a mio carico».
La raccolta fondi
Per chi volesse contribuire è possibile effettuare una donazione con un versamento sul conto appositamente dedicato, intestato a: Toni Riccardo sul conto 0067/00771468 Banca Fideuram Intesa Sanpaolo, filiale di Sassuolo, Iban: IT48M0329601601000067771468 causale versamento (importante): contributo/donazione volontaria per spese mediche, ricerca e analisi, senza richiesta di benefici fiscali.
