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La denuncia

Unimore, la rivolta dei medici specializzandi: «Turni massacranti da 13 ore al giorno»

di Mattia Vernelli
Unimore, la rivolta dei medici specializzandi: «Turni massacranti da 13 ore al giorno»

Lettera dell’associazione dei giovani dottori alla Rettrice e alla direzione ospedaliera. Roberta Gelmini (Unimore): «Analizzeremo la questione e risolveremo eventuali problemi»

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MODENA. «Gli specializzandi fanno regolarmente turni superiori alle 13 ore al giorno. L’Università sa di potersene approfittare perché sono “gratuiti”, ovvero pagati dallo Stato, e se si oppongono rischiano la bocciatura». Non usa mezzi termini Massimo Minerva, presidente dell’Associazione liberi specializzandi (Als), sulle condizioni lavorative degli specializzandi di Unimore. Di recente l’Associazione ha inviato una lettera all’Università, all’Azienda ospedaliera-universitaria e all’Ispettorato del Lavoro. «I risultati del questionario anonimo pubblicato a giugno 2025 parlano chiaro. I rispondenti lamentavano di svolgere turni di 13 ore al giorno, che si traducono in 78 ore settimanali, ben al di sopra del massimale di 48. Secondo la legge 161 del 2014 non è vietato superare questa soglia, a patto che tutte le ore in più siano recuperate con ore di riposo la settimana successiva, cosa che non avviene. L’azienda e l’università hanno in mano le timbrature degli specializzandi, ma le cose non cambiano».

Il questionario

Stando alle risposte date al questionario pubblicato nell’estate del 2025, lo sforamento dell’orario sembrerebbe una costante in numerose specializzazioni: in Chirurgia Generale lo afferma l’81,8% degli intervistati, ma anche in Ematologia (100%), Geriatria (73,3%), in Ginecologia ed Ostetricia (75%), Nefrologia 66,7%, Neurologia (61,5%), Pediatria (89,2%), Urologia (58,8%). «Nello stesso questionario – continua Minerva -, risulta che il 73% dei rispondenti dichiara che il tutor è presente raramente (61%) o mai (12,2%). E qui si viola nuovamente la legge, che prevede che lo specializzando non può sostituirsi al personale di ruolo». Perché tutto ciò accade? «Perché gli specializzandi sono “merce comoda”: non rappresentano un costo per l’università perché pagati dallo Stato. Ricordiamo che prendono uno stipendio di 1700 euro al mese, ai quali bisogna sottrarre la retta universitaria di 2mila euro l’anno, e diventano 1500 euro netti». Minerva trae un’altra conclusione: «Le ultime segnalazioni sono giunte dalla scuola di cardiologia di Unimore che, stando al punteggio di ammissione degli specializzandi, è la 37esima su 42 in Italia, quindi è una delle meno ambite. La media del punteggio dei nostri studenti, infatti, è tra i più bassi d’Italia, significa che chi può scegliere l’Ateneo non sceglie quello modenese. Sarà un caso?».

La risposta di Unimore

Sul tema ha risposto la professoressa Roberta Gelmini: «In qualità di Delegata della Rettrice per le Scuole di Specializzazione, ho preso atto delle criticità segnalate nella nota a firma del dott. Minerva, Presidente dell’ALS. In coerenza con la nuova governance e strategia di Ateneo e con la mission della mia delega di promuovere condizioni di studio, lavoro e formazione sicure, inclusive e di alta qualità e di salvaguardare il benessere, la tutela e la valorizzazione delle specializzande e degli specializzandi Unimore, sarà mia cura mettere in atto tutte le verifiche necessarie e le eventuali azioni di miglioramento. In quest’ottica, dall’inizio del mio recente mandato, ho intrapreso, in accordo con la Rettrice e con l’ausilio degli Uffici Amministrativi competenti, un’azione di controllo capillare e sistematico di tutte le Scuole di Specializzazione del nostro Ateneo per verificare, anche sulla scorta del risultato del questionario anonimo somministrato dal Mur ai medici informazione specialistica e pubblicato sul sito Unimore a giugno 2025, l’aderenza di ogni singola Scuola agli obiettivi formativi nazionali ed alla strategia dell'Ateneo ed al rispetto delle norme di Legge che regolamentano la formazione specialistica nei suoi tre aspetti fondamentali: assistenza, didattica e ricerca. Ogni singola criticità rilevata e verificata porterà ad un’azione correttiva atta a risolverla e migliorare la qualità della formazione specialistica in Unimore con l’obiettivo di rendere massimamente funzionale ed attrattiva una offerta già eccellente di formazione medica di lunghissima tradizione e in molti ambiti di eccellenza internazionale».