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La truffa

«Vacanza da sogno in Lapponia», ma in realtà è una truffa da 1.500 euro

di Ginevramaria Bianchi
«Vacanza da sogno in Lapponia», ma in realtà è una truffa da 1.500 euro

Beffa per una modenese: fatto il bonifico, l’agenzia di viaggi è sparita

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MODENA. Millecinquecento euro per andare e tornare dalla Lapponia, dormire in un resort a cinque stelle, avere tutta l’attrezzatura tecnica compresa per affrontare il freddo, e addirittura una guida italiana. Sembra un sogno, vero? E invece, per una modenese di cui non riveleremo il nome, si è trasformato in un incubo. Il motivo? Un’agenzia di viaggi dal nome Passepartour, una realtà che sui social dichiarava di avere sede a Mantova e che appariva, a un primo sguardo, strutturata e credibile, era solo la maschera di una truffa studiata a tavolino. Sì, nonostante una pagina Instagram attiva, inserzioni sponsorizzate, risposte rapide ai messaggi, programmi di viaggio dettagliati, fatture inviate con numerazione progressiva e una partita Iva regolare.

La testimonianza

«L’ho trovata tramite un’inserzione sui social. La mia agenzia di viaggi di fiducia era chiusa per le feste, e loro sembravano affidabili...», comincia a raccontare la modenese. Veniamo quindi al pacchetto da loro proposto: un viaggio in Lapponia da 1.500 euro a persona, «comprensivo di tutto». Il pagamento avviene tramite due bonifici istantanei. Fino a pochi giorni dalla partenza tutto sembra procedere normalmente. Poi, improvvisamente, qualcosa si rompe: «Da accordi, il 21 gennaio la guida italiana avrebbe dovuto chiamarmi prima della partenza del giorno dopo. Ho scritto per chiedere a che ora mi avrebbe contattata già dal mattino, ma il messaggio risultava non consegnato…». Da quel momento, l’agenzia sparisce: «Ho iniziato a chiamare, in totale 63 chiamate ho effettuato, ma nessuna risposta».

La truffa

Il silenzio diventa sospetto, e porta alle prime verifiche dirette: «Preoccupata, ho chiamato Finnair e ho chiamato anche il resort in cui avrei dovuto alloggiare – spiega la modenese– entrambi mi hanno detto la stessa cosa: io non esistevo, non c’erano voli prenotati né soggiorni a mio nome». La truffa, a quel punto, era ormai evidente: «Saremmo dovuti partire il giorno dopo, per questo ci sarà sicuramente gente che ha prenotato e che, nell’indecisione, è andata lo stesso a Malpensa per poi ritrovarsi senza niente in mano. Io, almeno quella beffa, me la sono scampata. Ma in diversi saranno andati fino all’aeroporto, secondo me, anche perché quando feci il bonifico, notai che la fattura che mi mandarono era la numero 229. Quindi, se vera, oltre a me questi truffatori potrebbero aver ingannato altre 228 persone…».

Il metodo

Approfondendo la questione, poi, emergono dettagli ancora più gravi: «La partita Iva che usavano non è loro. Stando alle informazioni della Camera di Commercio, è di un’altra persona, che ha già fatto denuncia. Io ho fatto lo stesso dai carabinieri. Ma purtroppo questa persona ha già cambiato nome dell’account e sede, in modo da poter continuare a truffare». E ora, oltre al danno economico importante, alla modenese resta la paura per l’uso dei dati personali: «Hanno la mia carta d’identità: ho paura che aprano conti PayPal o facciano operazioni a mio nome. Il peso emotivo è forte, sono stata male, mi sono data dell’idiota. Poi ho capito che non lo sono: sono una vittima. Per questo invito chi altri ha subito questo inganno, a denunciare. Non bisogna avere vergogna. Se non interveniamo, queste persone continueranno indisturbate».