Gazzetta di Modena

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L’attività storica

Mirandola, l’edicola Vincenzi ha detto stop: «Una storia lunga quasi un secolo»

di Pietro Gavioli
Mirandola, l’edicola Vincenzi ha detto stop: «Una storia lunga quasi un secolo»

I titolari Sergio e Maria: «Piange il cuore, speravamo che qualcuno subentrasse...»

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MIRANDOLA. Fa un certo effetto entrare nella galleria di Mirandola e vedere l’edicola Vincenzi chiusa e vuota. È durata quasi un secolo la lunga esistenza della storica rivendita di giornali, riviste e libri, luogo frequentato da tanti mirandolesi dove non di rado si incontravano e discutevano amici, colleghi di lavoro e gente in vista della cittadina della Bassa.

Le parole dei titolari

«La clientela che ci ha seguito e sostenuto in tutti questi anni avrebbe voluto che continuassimo. Gli ultimi giorni, prima della chiusura, abbiamo avuto tante persone che facevano la fila per entrare in negozio a ringraziarci e salutarci, ma era giusto così, era giunto il tempo di dire basta». Con queste parole si è chiuso il 31 dicembre scorso un capitolo importante di una delle più note attività del centro storico di Mirandola. L’edicola di Sergio Vincenzi e la moglie Maria ha rappresentato per la città dei Pico un punto fermo insostituibile per l’informazione, la cultura e la socialità a partire dagli anni Trenta del secolo scorso. Sergio Vincenzi riannoda i fili della memoria e racconta che l’edicola fu aperta quasi un secolo fa dagli zii di sua mamma Tiziana Pavarotti. La quale nel 1966 portò avanti l’attività, coadiuvata dal 1975 dallo stesso Sergio. Il quale, ininterrottamente dal 1988 insieme con la moglie Maria, ha avuto in gestione il negozio. Un tempo nel comune di Mirandola erano aperte almeno dieci edicole, lo scorso anno ha chiuso sulla via Canaletto ha chiuso anche la Reami, ed ora con la cessata attività in Galleria di Vincenzi, ne sono rimaste soltanto due. «Edicole che fanno un ottimo servizio, ma il centro storico resta sguarnito, e questo è un vero peccato».

Il peso di internet

D’altronde bisogna prendere atto che il commercio è cambiato con la grande distribuzione, Amazon, Internet. La gente, in particolare le nuove generazioni, apprende le notizie sul momento in cui succedono, senza dover passare per l’edicola. Il calo delle vendite dei mezzi d’informazione cartacea è stato graduale, accompagnato dalla chiusura dei punti vendita: «Rispetto a 20 anni fa la vendita nel mio negozio, nonostante si sia dimezzata, era ancora importante. Ho sperato che qualcuno volesse subentrare, e ci spero ancora, perché il centro di un capoluogo della importanza di Mirandola merita uno spazio dedicato alla informazione e alla cultura».