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Il caso

Partorisce in casa da sola, decisivi i volontari della croce blu: «La bimba subito non piangeva»

di Ginevramaria Bianchi
Partorisce in casa da sola, decisivi i volontari della croce blu: «La bimba subito non piangeva»

La piccola Nuria aveva fretta di nascere, provvidenziali i sanitari della Croce Blu: «Appena arrivati la bimba era adagiata a terra. Mamma e figlia stanno bene»

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CAMPOSANTO. Si chiama Nuria, è una bellissima bambina, e oggi, dopo un rapido travaglio e un parto in casa, è finalmente tra le braccia della sua mamma.

Decisivi i volontari

Ma se possiamo parlare di questo aneddoto come una storia a lieto fine, è sicuramente grazie alla professionalità dei volontari della Croce Blu di Camposanto, che ieri mattina, 23 dicembre, hanno gestito questo parto molto delicato. La mamma, 35 anni, era alla terza gravidanza, e avrebbe dovuto partorire tra circa una settimana. Il travaglio, però, è stato velocissimo. I dolori sono iniziati all’improvviso e nel giro di poco tempo la bambina è nata in casa, mentre il marito della donna si trovava già al lavoro. Seppur sola, con il telefono vicino la donna è riuscita a chiamare i soccorsi. E mentre alle 7.15 di ieri Nuria veniva alla luce, qualche minuto dopo l’ambulanza della Croce Blu di Camposanto arrivava sul posto.

Il racconto dell’operatore

«Appena siamo entrati – racconta Francesco Porcu, operatore in servizio ieri mattina – la mamma, seduta sul divano, con voce molto fievole ci ha detto che aveva dolore e che era preoccupata la bimba. La piccola era adagiata per terra, di faccia. L’ho presa subito e l’ho girata. Sono stati attimi di apprensione, perché la neonata non piangeva e aveva gli occhi chiusi. È stata aspirata e pulita e, dopo pochi secondi, fortunatamente, ha pianto». Solo che la bimba era ancora attaccata al cordone ombelicale: «Per protocollo sanitario noi volontari non possiamo reciderlo – spiega Porcu – e in questo caso era anche corto, quindi bisognava fare molta attenzione. In quel momento l’auto medica era impegnata e, non potendo fare nient’altro, abbiamo dovuto gestire la situazione sul posto. Io e la collega – prosegue – siamo rimasti per circa 40 minuti in attesa della prima ambulanza disponibile che potesse darci supporto. La bimba è stata avvolta, pulita e aspirata di nuovo. A un certo punto ci ha regalato anche un grande sorriso».

Il lieto fine

La madre, comprensibilmente provata, era molto preoccupata, soprattutto per l’uso dell’aspiratore. Ma l’esperienza ha aiutato a gestire l’emergenza: «Era il suo terzo figlio – conclude l’operatore – è normale al terzo parto che il travaglio si sbrighi in fretta. Ed è esattamente quello che è successo in questo caso: la donna non ha fatto in tempo a sentire i dolori che, di fatto, aveva già partorito. Fortunatamente è andato tutto bene». Madre e figlia sono state poi trasportate al Policlinico di Modena per i controlli di routine. Entrambe, ora, stanno bene.