Da Finale alla Spagna fino al Messico. Il gelato di Stefano conquista il mondo
Il finalese Stefano Luppi ha base a Madrid: «L’idea nata grazie a mia moglie Mar»
FINALE Il Salone internazionale di gelateria, pasticceria, panificazione, caffè e cioccolato (Sigep in sigla) di Rimini si è concluso la settimana scorsa e Stefano Luppi ha già fatto ritorno nella sua casa di Madrid. Il viaggio in Fiera è stato molto interessante per il finalese («anche se forse nel mondo del gelato non c’è più niente da inventare») ma, si sa, il lavoro chiama e nel suo caso a reclamarlo sono le sue sette gelaterie sparse tra la capitale spagnola e Barcellona.
«A Rimini – racconta Luppi, 66 anni – ho parlato con alcuni fornitori e produttori e, in generale, si cercano novità da provare e da proporre. Fare un giro è sempre curioso, anche solo per vedere qual è la situazione nella patria del gelato artigianale». Ed è proprio in Italia che il finalese, nato a Pavullo ma cresciuto nel paese della Bassa, ha imparato a fare il gelato. «Per gran parte della mia vita ho lavorato nel settore marketing di aziende italiane e multinazionali. Prima a Bologna, poi Milano e infine Madrid, dove ho incontrato mia moglie Mar. Insieme siamo tornati anche in Italia per qualche tempo, ma poi abbiamo sentito il richiamo della Spagna».
L’idea
Da sempre innamorata del gelato italiano, è stata di Mar l’idea di aprire una gelateria. «Era il 2018 – spiega Luppi – e io avevo già 58 anni. È stato un bel cambio di paradigma, uno di quei momenti dove anche lo scopo della vita si trasforma in qualcosa a cui non avevi mai pensato». Per imparare il mestiere, il finalese è volato in Italia, precisamente nella scuola Carpigiani di Anzola Emilia. «Qui ho incontrato il mastro gelatiere Palmiro Bruschi, che mi ha insegnato tutto quello che so. Siamo stati anche nella sua gelateria a Sansepolcro (in provincia di Arezzo, ndr) e poi siamo tornati in Spagna pronti per aprire il nostro primo locale». A Madrid, se si percorre calle Joaquin Bau, è impossibile non notare la vetrina color azzurro Tiffany con l’insegna “Bibì e Bibò”. «Anche il nome dell’attività è stato scelto da mia moglie. Bibì e Bibò sono due personaggi di un fumetto che leggeva sempre mia mamma, due bambini pestiferi che ne combinavano di tutti i colori. Quando eravamo piccoli, lei chiamava così me e mio fratello e quando sono diventato padre ho ereditato questo scherzo con i miei due figli Sofia e Carlo».
Lo sviluppo
L’attività di Stefano è cresciuta in fretta e, grazie all’entrata in gioco di alcuni soci, tra il 2023 e il 2024 sono stati inaugurati cinque nuovi locali. «Quest’anno apriremo due nuove gelaterie vicino a Madrid e tre in Messico. È un grande passo ma siamo pronti». Fino al 2021 era Stefano a occuparsi della produzione del gelato, poi ha passato il testimone a Carlo. Sempre in quel periodo, Sofia è diventata amministratrice delegata. «Sono orgoglioso dei miei figli, che non si sono mai lamentati e vivono tutto con gioia ed entusiasmo». Luppi oggi coordina gli acquisti di prodotti e macchine e tiene i contatti con i fornitori, «anche se presto mi piacerebbe andare in pensione», confessa. «L’Italia e Finale mi mancano, così come la mia famiglia e il cibo emiliano. Non credo però che ascerò mai la Spagna – conclude il finalese – ma quando non lavorerò più magari tornerò nella Bassa più spesso».
