Gazzetta di Modena

Modena

La guida

Dalla ristrutturazione ai mobili, ecco il pacchetto dei bonus per la casa nel 2026


	Bonus per la casa, come funziona nel 2026
Bonus per la casa, come funziona nel 2026

Confermato l’Ecobonus per l’efficentamento energetico, la novità tra le agevolazioni è quella per gli immobili condonati. Il Superbonus sopravvive solo in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, le regioni colpite dai terremoti del 2009 e del 2016

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il 2026 si apre all’insegna della continuità per i bonus casa. La Legge di Bilancio ha confermato un pacchetto di incentivi ormai consolidato, pensato per sostenere le famiglie nei lavori di ristrutturazione, efficientamento energetico e arredo. Dopo anni di cambiamenti, stop improvvisi e revisioni, il sistema entra in una fase più stabile: alcune agevolazioni non ci sono più, ma quelle che restano offrono un ventaglio di opportunità ancora ampio e capace di sostenere un mercato edilizio che, pur rallentato rispetto al periodo del Superbonus, continua a essere centrale per l’economia nazionale.

Bonus ristrutturazioni: la misura cardine

Il bonus ristrutturazioni rimane la misura cardine. Per tutto il 2026 sarà possibile detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sulla prima casa e il 36% sulle seconde abitazioni, fino a un massimo di 96 mila euro per unità immobiliare, con detrazioni ripartite in dieci anni. La platea dei beneficiari non cambia: proprietari, usufruttuari e titolari di diritti reali. Un dettaglio utile: se l’immobile diventa prima casa entro la fine dei lavori, scatta l’aliquota più favorevole del 50%. L’elenco degli interventi ammessi è lungo: rifacimento di bagni e cucine, rinnovamento degli impianti, restauro e consolidamento, installazione di ascensori, eliminazione delle barriere architettoniche, messa in sicurezza con porte blindate e sistemi d’allarme. Nei condomìni, anche la manutenzione ordinaria può essere portata in detrazione se realizzata sulle parti comuni. Sul fronte burocratico, la regola più importante è sempre la stessa: pagamenti tracciabili. Il bonifico parlante è obbligatorio e molte banche mettono a disposizione modelli precompilati per evitare errori che potrebbero far perdere l’agevolazione. Cresce inoltre l’attenzione ai controlli: conservare fatture, ricevute e documentazione tecnica è sempre più fondamentale.

Ecobonus per l’efficienza energetica

Accanto alle ristrutturazioni, nel 2026 rimane attivo anche l’Ecobonus, il principale incentivo per chi vuole ridurre consumi energetici e bollette. Le aliquote sono identiche al bonus ristrutturazione: 50% per la prima casa, 36% per le altre. Gli interventi coprono tutto il ventaglio del miglioramento energetico: infissi ad alte prestazioni, cappotti termici, pannelli solari, caldaie a condensazione, pompe di calore e sistemi ibridi. È richiesto, anche qui, un pagamento tracciabile e la detrazione si spalma su dieci anni. Il bonus resta molto utilizzato nelle zone con edifici più datati, dove anche interventi parziali possono garantire risparmi significativi.

Torna il bonus mobili

Confermato anche il bonus mobili, uno degli incentivi più attesi da chi ristruttura. La detrazione è del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, utilizzabile per acquistare letti, divani, armadi, librerie e grandi elettrodomestici con specifiche classi energetiche. Ammesse anche le spese di trasporto e montaggio. L’unica condizione è l’avvio di una ristrutturazione: senza lavori, il bonus non è accessibile. Nonostante il tetto più basso rispetto agli anni passati, resta uno strumento molto apprezzato perché permette di completare la casa dopo gli interventi edilizi con un risparmio significativo.

Superbonus di nicchia

Il Superbonus sopravvive solo come strumento emergenziale. Nel 2026 interessa esclusivamente le aree di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpite dai terremoti del 2009 e 2016. L’agevolazione coprirà la quota di spesa eccedente i contributi pubblici già destinati alla ricostruzione. Una misura mirata, che sancisce la fine del Superbonus come incentivo generalizzato e lo trasforma in un meccanismo dedicato esclusivamente alla ricostruzione.

Bonus per immobili condonati

Tra le novità più rilevanti del 2026 c’è l’apertura ai bonus anche per gli immobili condonati. Le premialità volumetriche previste dai "piani casa" e da alcune leggi regionali potranno essere applicate non solo alle costruzioni ordinarie, ma anche agli edifici sanati attraverso i condoni del 1985, 1994 e 2003. La modifica mette fine a un lungo periodo di incertezze e permette a migliaia di immobili regolarizzati di accedere a interventi di ampliamento e riqualificazione prima preclusi. Un passo che amplia la platea dei beneficiari e punta a favorire una riqualificazione più diffusa e controllata del patrimonio costruito.

© RIPRODUZIONE RISERVATA