Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

Lite sul lavoro tra due colleghe finisce in tribunale con l’accusa di violenza sessuale

di Stefania Piscitello

	Il tribunale di Modena
Il tribunale di Modena

L’episdio è avvenuto nel 2023 in una mensa di Modena: una sosteneva che l’altra le avesse messo una mano sulle parti intime, ma il giudice ha riqualificato i fatti ed emesso la sentenza di non luogo a procedere

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MODENA. È partita da una lite sul posto di lavoro, è arrivata fino a un’accusa di violenza sessuale e si è chiusa ieri mattina in tribunale a Modena con una sentenza di non luogo a procedere. Al centro della vicenda, avvenuta nel 2023 in una mensa cittadina, due colleghe di lavoro, una delle quali con un ruolo superiore rispetto all’altra.

I fatti

Secondo la ricostruzione emersa in aula, tutto sarebbe nato da un rimprovero per una banalità legata all’organizzazione del lavoro quotidiano. I toni, però, si sarebbero rapidamente accesi fino a trasformarsi in una discussione molto animata, degenerata in una lite piuttosto pesante. Durante il confronto, l’imputata avrebbe afferrato la mano della collega. Un gesto che, nella denuncia presentata dalla presunta vittima, era stato descritto come un contatto a sfondo sessuale. «Me l’ha appoggiata sulle parti intime», aveva riferito più o meno la donna, sporgendo querela e dando il via a un procedimento per violenza sessuale. Una versione sempre respinta dall’imputata, assistita dall’avvocato Domenico Giovanardi. La donna ha sostenuto di aver preso la mano della collega solo per bloccarla, perché le stava arrivando addosso in modo aggressivo, forse nel tentativo di abbassarle il braccio. Un gesto probabilmente istintivo, privo di qualsiasi valenza sessuale. In seguito a quell’episodio, la superiore era stata anche licenziata.

La decisione

Ieri il giudice ha ritenuto di riqualificare i fatti, escludendo la violenza sessuale. Secondo il tribunale, la gestualità contestata non aveva alcun significato sessuale e non poteva essere inserita in un contesto di questo tipo. L’episodio è stato invece ricondotto a una lite sul luogo di lavoro, seppur caratterizzata da modalità particolarmente animate. Al più, ha rilevato il giudice, si sarebbe potuto parlare di violenza privata, un reato procedibile solo a querela di parte. Poiché nel frattempo la querela era stata rimessa a fronte di un accordo tra le parti, l’azione penale è risultata improcedibile. Da qui la decisione di non doversi procedere e la chiusura definitiva del caso, discusso ieri in tribunale a Modena.

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