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La polemica

Rifiuti. Tensione in Consiglio comunale: «La situazione in città è fuori controllo»

di Luca Gardinale
Rifiuti. Tensione in Consiglio comunale: «La situazione in città è fuori controllo»

Movimentata discussione in aula su ritorno ai cassonetti e tariffe

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MODENA Alla fine si torna sempre lì, e si litiga anche abbastanza. Del resto, il tema accende i cittadini, e i problemi nei quartieri non mancano. Si parla (ancora) di rifiuti, e in particolare della doppia novità introdotta, ovvero il ritorno ai cassonetti per la raccolta di carta e plastica e la partenza a tutti gli effetti della tariffa puntuale.

Due temi al centro di due mozioni presentate ieri in Consiglio comunale dai gruppi di centrodestra (primo firmatario Ferdinando Pulitanò di Fdi) e Modena per Modena (consigliera Maria Grazia Modena). E da lì allo scontro sono passati pochi minuti, mentre diversi consiglieri facevano notare che al momento della partenza del dibattito in aula mancava più di mezza giunta, a partire dal sindaco Mezzetti e dall’assessore all’Ambiente Molinari (poi entrati a dibattito in corso).


Rosso-verdi e... gialli


Ma se la diversità di vedute tra maggioranza e opposizione è scontata, anche all’interno del centrosinistra ci sono posizioni diverse, con una certa perplessità da parte di Avs (soprattutto la parte dei Verdi) e del M5S sull’abbandono della raccolta porta a porta per carta e plastica. «Abbiamo raggiunto risultati davvero importanti sulla differenziata - ha spiegato la consigliera Laura Ferrari - ed è altrettanto importante mantenere quei risultati, cercando di non retrocedere. Dobbiamo farlo per Modena: mantenere alto il livello della differenziata è la condizione sine qua non per raggiungere l’obiettivo di chiudere inceneritore. Per questo, è importante non retrocedere a causa di modifiche che abbiamo fatto e che faremo». Una posizione vicina a quella del Movimento 5 Stelle, che pone l’accento sugli abbandoni: «Le difficoltà legate alla gestione dei rifiuti hanno diverse motivazioni - così il consigliere Giovanni Silingardi - gli abbandoni incontrollati, che rappresentano il problema più attuale, vanno chiaramente e severamente repressi e sanzionati. Serve, allora, in primo luogo un piano strutturato ed efficace di controlli e sanzioni, proprio a tutela del decoro cittadino e di tutti coloro che rispettano le regole. Inoltre, sul piano informativo e comunicativo dal gestore ci si aspetta una ben più seria e strutturata attività di informazione e di coinvolgimento dei cittadini per spiegare in modo preciso e capillare (casa per casa) il funzionamento dell’impianto tariffario e del sistema di conferimento e raccolta». Per quanto riguarda la tariffa puntuale, i pentastellati chiedono di «introdurre meccanismi premiali nella tariffa per chi produce meno rifiuti e differenzia di più e meglio. Tutto questo percorso deve essere funzionale ad una maggiore qualità del servizio, che possa rendere la città più pulita e consentire la dismissione dell’inceneritore in tempi più rapidi possibili».


L’opposizione


Ma ad attaccare è soprattutto Fratelli d’Italia: «Il porta a porta voluto da Pd - così il capogruppo Luca Negrini - è stato una raccolta “talebana”, un “così fai perché così devi fare” che ha portato a un’imposizione ai cittadini. Tutto questo ha portato a un grane paradosso: a Modena abbiamo una Tari alta, le cose che non funzionano, spazzatura abbandonata e allo stesso tempo un inceneritore che continua a bruciare rifiuti che vengono da fuori». Passando alla questione tariffa, Negrini ha ricordato che «oggi la gente ha paura, anche perché se si arriva a 15 conferimenti in più rispetto ai limiti... sono soldi. Insomma, la gente ci sta dicendo che così non va». Dello stesso avviso la vicecapogruppo Elisa Rossini: «Uno dei grandi problemi - ha spiegato - è che non siamo riusciti ad avere una tariffazione puntuale incentivante, mentre ce l’abbiamo solo sanzionatoria. Bisogna invece prevedere un incentivo per far capire ai cittadini che se differenziano, pagano meno».

Ad attaccare è anche Forza Italia: «E’ grave - spiega Piergiulio Giacobazzi - constatare che in diciotto mesi dall’annuncio della volontà di cambiare il sistema di raccolta eliminando di fatto il porta a porta, l’amministrazione non solo non ha mantenuto gli impegni presi, ma ha prodotto una situazione che definire caotica è un eufemismo. E il fatto che continui a non esserci un confronto con la città sulle modifiche e i cambi introdotti porterà sicuramente a nuovi problemi e al ripetersi degli stessi errori. Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di abbandonare il modello con i sacchi a terra e di garantire una raccolta moderna e ordinata. Ma ciò che è accaduto è l’esatto contrario di quanto promesso - aggiunge Giacobazzi - nessuna regia, nessuna programmazione, nessuna verifica preliminare. Solo improvvisazione. La conferma è data dal fatto che in città, pur considerando che i cassonetti stanno per essere reintrodotti in modo graduale, ci sono zone in cui non arriveranno mai, ci sono zone, come Tempio e Stazione, ancora invase dai sacchi gialli e blu, altre zone o addirittura vie in cui convivono due sistemi, mentre i cassonetti carrellabili, oltre il centro, e se non al servizio delle attività commerciali, sono praticamente inesistenti».