Gazzetta di Modena

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L’incendio

Due barche di modenesi divorate dalle fiamme a Lido Estensi

di Katia Romagnoli
Due barche di modenesi divorate dalle fiamme a Lido Estensi

Scongiurata la presenza di persone all’interno dei natanti andati a fuoco nel pomeriggio di domenica 25 gennaio all’interno di un cantiere nautico: danni enormi

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LIDO ESTENSI (FERRARA). Due natanti da diporto divorati dalle fiamme in uno spaventoso incendio, scoppiato domenica pomeriggio (25 gennaio) all’interno di un cantiere nautico del Lido Estensi. Solo per un caso fortuito non si contano feriti o intossicati, dopo che un rogo, sviluppatosi, attorno alle 13.45 nella Nautica del Porto, cantiere nautico situato in via Cagliari, al Lido Estensi, ha divorato due imbarcazioni, interessate da lavori di manutenzione invernale. I danni, però, sono ingenti. Secondo le informazioni raccolte sul posto, entrambi i proprietari delle due imbarcazioni, difficilmente recuperabili, sono modenesi.

L’allarme

Sono state proprio le fiamme, accompagnate da una colonna altissima di fumo, sospinta dal vento verso il mare, a richiamare l’attenzione di automobilisti in transito tra il portocanale di Porto Garibaldi e la stessa via Cagliari. La chiamata d’emergenza ha consentito a due squadre di vigili del fuoco, del vicino distaccamento di Comacchio, di raggiungere tempestivamente il cantiere nautico, all’interno del quale sono presenti, proprio per interventi di manutenzione stagionale, numerose altre imbarcazioni da diporto. Muniti di speciali dispositivi di protezione individuale ignifughi, con bombole ad ossigeno, i vigili del fuoco, servendosi di ingenti quantità di schiumogeno e di acqua attinta da due autobotti nel giro di un’ora, sono riusciti a ridimensionare e a domare le fiamme. Sul posto sono accorsi il titolare del cantiere nautico, Antonio Farinelli, due pattuglie della Compagnia carabinieri di Comacchio, una pattuglia della Polizia locale ed una unità da terra della Guardia Costiera, trattandosi di evento rilevato in area demaniale marittima. A doverosa integrazione dei mezzi di soccorso è stata chiamata a intervenire anche un’ambulanza, poiché, in un primo momento, si era temuto il peggio. Si paventava, infatti, che a bordo di uno dei natanti fosse presente il proprietario, un modenese visto sul posto sino a pochi minuti prima. Fortunatamente l’ipotesi è stata scartata dopo accurate ispezioni alla carcassa delle due imbarcazioni, l’una di circa 10 metri di lunghezza e l’altra di circa 7 metri, le quali, al momento dello scoppio dell’incendio, si trovavano in secca, appaiate tra loro.

I testimoni

«Ero al Bar del porto di Porto Garibaldi con mia moglie - ha commentato un diportista ferrarese -, quando ho cominciato a notare fumo che, inizialmente avevo scambiato per nebbia. Pensando di dover rincasare prima che facesse buio, sono uscito dal bar per controllare meglio e ho visto sul lato opposto della darsena, lingue di fuoco immense e quella che sembrava nebbia era, in realtà, fumo denso. Sono corso qui alla Nautica del Porto, dove ho lasciato, come tanti altri, una piccola imbarcazione, per la manutenzione invernale. So che uno dei proprietari di uno dei natanti andato a fuoco aveva trascorso la mattinata a bordo, forse per tinteggiare o per fare manutenzione ed era andato via da poco». Tra le ipotesi in campo sull’innesco dell’incendio, una stufetta elettrica surriscaldata o rimasta accesa o un corto circuito partito dal vano motore di una delle due imbarcazioni. L’eventualità del dolo è la causa meno accreditata. Solo le indagini, tuttavia, nei prossimi giorni, potranno fornire risposte precise.

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