Torna il Learning More Festival: «Il futuro è nella conoscenza»
Raccontare l’intelligenza artificiale e capire come utilizzarla consapevolmente. 120 appuntamenti da venerdì 20 a domenica 22 febbraio tra lezioni, workshop, talk di approfondimento, installazioni e learning show, e più di 150 esperti tra docenti, formatori, accademici
MODENA. Non vuole tracciare un perimetro ristretto, riservato a pochi addetti ai lavori, ma disegnare un cerchio ampio, capace di abbracciare la cittadinanza e aprire un confronto sul tema dell’apprendimento in tutte le sue diverse declinazioni. Perché a essere coinvolti non sono soltanto studenti e professionisti dell’educazione, ma anche il mondo delle imprese, le aziende, le famiglie e i genitori, ciascuno secondo le proprie esigenze e prospettive.
Il Learning More Festival
In un momento storico in cui la formazione non è più quella di vent’anni fa, il Learning More Festival si pone l’obiettivo di raccontarne l’evoluzione e di spiegare come sia possibile coniugarla con un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. La quarta edizione del Festival tornerà a Modena da venerdì 20 a domenica 22 febbraio, con oltre 120 appuntamenti tra lezioni, workshop, talk di approfondimento, installazioni e learning show, e più di 150 esperti tra docenti, formatori, accademici, ricercatori, imprenditori e professionisti.
Intelligenza artificiale al centro
In ambito didattico l’AI rappresenta un alleato straordinario, ma quando entra nei contesti lavorativi come una vera e propria “collega” la questione si fa più complessa. «Si parlerà di crescita e di flussi di lavoro con l’intelligenza artificiale, così come di modelli organizzativi vincenti», sottolinea Damien Lanfrey, co-fondatore di Learning More Festival e di FEM – Future Education Modena, centro internazionale e primo hub innovativo per l’EdTech in Italia. Tra le sei aree tematiche dell’edizione 2026, un ruolo centrale sarà occupato da “Neuroscienze e apprendimento: la mente che impara”. In questo ambito verrà dedicata particolare attenzione al benessere cognitivo che oggi «significa essere capaci di mantenere memoria e attenzione in un ambiente caratterizzato da una molteplicità di stimoli», interazioni spesso sovrastanti e un flusso continuo di notifiche. A spiegarlo è Donatella Solda, co-fondatrice di FEM e di Learning More Festival. L’esperta Barbara Oakley, professoressa alla Oakland University ed ospite del festival, «racconterà come introdurre la tecnologia negli ambienti di apprendimento affinché non diventi un ostacolo, basandosi su evidenze scientifiche».
La genitorialità
Oltre a “Medical humanities” e “EdTech”, non mancheranno appuntamenti dedicati alla genitorialità, riuniti nel “Family Lab”, uno spazio pensato per riflettere sul rapporto con i propri figli in una realtà sempre più permeata dai dispositivi tecnologici. Sul tema interverrà il pedagogista francese Serge Tisseron, «ideatore della teoria del 3-6-9-12, che ha individuato quali tecnologie siano più appropriate nelle diverse fasi di crescita di un bambino». «L’educazione non finisce con la scuola dell’obbligo. La formazione inizia dalla nascita e si sviluppa nel tempo, quando ci si dedica non solo al lavoro, ma alla comunità. In questo festival cerchiamo tutte queste dimensioni, come anche quella dell’innovazione», sottolinea Tiziana Ferrari, direttore generale di Confindustria Emilia, partner istituzionale e sostenitore del festival insieme a Fondazione di Modena, Comune di Modena e numerose altre realtà. «Parlare di innovazione vuol dire anche porsi in maniera critica e costruttiva da parte di tutti gli attori chiamati a svolgere il ruolo di educatori e di disseminatori di conoscenza», conclude.
