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Il commento

Carabiniere assolto dopo 5 anni dall’accusa di atti osceni: «Ora l’Arma riesamini il suo caso»

di Daniele Montanari

	Carmine Caforio (segretario generale Usmia)
Carmine Caforio (segretario generale Usmia)

Il sindacato Usmia plaude alla sentenza sulla vicenda avvenuta nel 2021 ai laghetti di Campogalliano: il 31enne era stato espulso dopo essere stato imputato

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CAMPOGALLIANO. Il sindacato Usmia Carabinieri esprime piena soddisfazione per l’assoluzione con formula piena – “per non aver commesso il fatto” – pronunciata dal Tribunale di Modena martedì 27 gennaio nei confronti di un giovane collega dell’Arma su cui pendeva la gravissima, e infamante, accusa di atti osceni.

Il commento di Usmia

«Già in sede disciplinare, Usmia Carabinieri aveva assunto la tutela del collega» ricorda il sindacato. «Grazie al lavoro di studio del segretario provinciale di Modena, Angelo De Simoni, e alla difesa sindacale garantita in presenza del segretario generale Carmine Caforio, il Comando Legione fu indotto a rivalutare la posizione del militare, applicando una sanzione lieve e non trascritta a matricola. Ora l’assoluzione conferma quanto sostenuto da Usmia Carabinieri fin dall’inizio. Alla luce di tale esito, si confida ora in una rivalutazione complessiva del caso da parte dell’Amministrazione, anche sotto il profilo disciplinare. Usmia Carabinieri ribadisce il proprio impegno a tutela dei colleghi, affinché nessuno venga lasciato solo di fronte ad accuse gravi e infondate».

La vicenda

Il caso risale all’agosto 2021. Allora il giovane era un carabiniere in ferma quadriennale. In un giorno libero dal servizio, si è recato ai laghetti di via Albone, a Campogalliano, per pescare, come aveva fatto altre volte. Si è imbattuto in un’auto e ha voluto approfondire chi ci fosse dentro. Ha riconosciuto due agenti di polizia Locale all’interno, un uomo e una donna. Da qui in poi, due versioni opposte dei fatti. I due hanno sostenuto che il giovane si fosse denudato davanti a loro, cercando di giustificarsi dopo dicendo di essere lì per un’indagine su un giro di prostituzione. Lui invece ha negato categoricamente di averlo fatto, ma di essere rimasto sorpreso nel vedere i due vigili in un tale contesto appartato. Fatto sta che il vigile e la vigilessa l’hanno denunciato per atti osceni, e lui è stato rinviato a giudizio. Martedì, dopo cinque anni di processo, l’assoluzione con formula piena.

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