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L’anniversario

Carpi, “Al Kiosk” compie un anno: «Puntare sull’edicola è stata una scommessa vinta»

di Lara Lugli

	Cinzia nella sua edicola "Al Kiosk"
Cinzia nella sua edicola "Al Kiosk"

L'attività di via Magazzeno rilevata da Cinzia Zuccati, dove il mondo dei giornali convive con quello dei giochi, delle riviste, delle passioni coltivate senza fretta: «Siamo solo all’inizio»

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CARPI. Tante idee e una spiccata capacità relazionale contraddistinguono Cinzia Zuccati, titolare dell’edicola “Al Kiosk” di via Magazzeno, che in questi giorni festeggia il suo primo anno di attività. Un anniversario che non è solo una data sul calendario, ma il punto di arrivo – e insieme di ripartenza – di un percorso fatto di coraggio, ascolto e piccoli passi quotidiani.

La scommessa

Un anno fa Cinzia ha deciso di scommettere su un luogo che oggi molti considerano in affanno: l’edicola. Un presidio di carta in un tempo dominato dagli schermi, dove la lettura sembra spesso soccombere alla velocità di internet. Eppure, “Al Kiosk”, si ha la sensazione di un ritorno all’infanzia: il mondo dei giornali convive con quello dei giochi, delle riviste, delle passioni coltivate senza fretta, per grandi e bambini. Alle spalle di questa scelta c’è una lunga storia lavorativa a contatto con il pubblico. Per oltre vent’anni Cinzia ha lavorato all’Arcobaleno Blu, prima al Magazzino Rovereto e poi a Carpi, fino al 2023. Un’esperienza che le ha lasciato in eredità una dote fondamentale: la pazienza. Quella necessaria per accompagnare i più piccoli nella scelta, per rassicurare i genitori, per consigliare senza imporre. «Con i bambini bisogna spiegare, aiutare – racconta – perché davanti a tanta scelta rischiano di perdersi. E lo stesso vale per gli adulti». L’idea dell’edicola è arrivata quasi per caso, da un incontro e da una curiosità inizialmente respinta. Poi una visita, una chiacchierata, e la sensazione che fosse il momento giusto per rimettersi in gioco e tornare a fare ciò che ama di più, stare tra le persone. Il primo anno non è stato semplice. Le difficoltà del settore sono evidenti: tempi lunghi di risposta dai fornitori, una filiera complessa, clienti che giustamente chiedono certezze. «A volte – spiega – per non perdere la fiducia di chi entra, preferisco muovermi da sola, cercare altrove, rimetterci qualcosa. Ma il cliente soddisfatto torna, e questo per me conta più di tutto». Nessuna polemica, solo la consapevolezza che il mondo delle edicole avrebbe bisogno di meccanismi più snelli e di una comunicazione più efficace.

Il bilancio

Nonostante tutto, il bilancio è positivo. Cinzia non parla di “vittorie”, ma di crescita lenta e costante. La cartoleria, che avrebbe voluto sviluppare di più, richiede tempo, investimenti e visibilità. «Mi dicono tutti che servono almeno due anni – sorride – e allora aspettiamo, lavorando». Fondamentale il sostegno della famiglia e del compagno, anche se l’attività resta una sfida individuale: l’edicola è gestita da lei sola, ogni giorno, con sveglie all’alba che non pesano quando fai qualcosa che senti tuo. In primavera arriveranno anche i primi cambiamenti estetici: colori nuovi, un’impronta più personale, grazie anche alla sorella, appassionata di restauro. Le idee non mancano. Presentazioni di libri, piccoli spazi all’aperto per leggere un giornale, angoli che invitino a fermarsi. Sogni che si scontrano con burocrazia e costi, ma che restano lì, pronti a prendere forma quando sarà possibile. A un anno dall’apertura, “Al Kiosk” non è ancora “come Cinzia lo vorrebbe”, ma è già ciò che voleva essere: un luogo vivo, accogliente, costruito giorno dopo giorno. In un tempo che corre veloce, l’edicola di via Magazzeno resta un invito gentile a rallentare, scegliere, leggere. E magari, perché no, a tornare un po’ bambini.