Frane, ci sono 10mila modenesi a rischio
È il numero di abitanti che vivono in zone a pericolosità elevata, le frane attive sono 3800. Il Comune con più smottamenti è Pavullo (708). 19 milioni di euro spesi dalla Provincia
MODENA. Ben 3800 frane attive e più di 10mila modenesi che vivono in una zona a rischio. Dati che si traducono in 5300 famiglie le cui case sorgono su un terreno con pericolo smottamento, oltre a migliaia di edifici e aziende. Sono solo alcuni dei dati contenuti negli ultimi rapporti di Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e della Regione Emilia-Romagna, relativi al 2024, tema caldissimo alla luce di quanto sta accadendo a Niscemi, nella provincia siciliana di Caltanissetta, dove migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a causa di una grossa frana vicino al centro storico.
In provincia
Anche il territorio modenese, con il suo vasto territorio appenninico e la presenza di numerosi corsi d’acqua, non è indenne da questo fenomeno. Partiamo dall’estensione della provincia: sui 2688 chilometri quadrati, quelli a rischio frana sono 416, e corrispondono al 13% del territorio. Ispra suddivide la classificazione in quattro gradi di pericolosità. Veniamo dunque alle persone interessate: nella categoria a pericolosità “molto elevata” troviamo 2.100 abitanti, mentre nella “elevata” sono 8.579. In territori a rischio medio vivono 50 persone e moderato 4. Ispra non si limita ad un’analisi sulle persone, ma considera anche gli edifici. Nello specifico, sono 14.222 quelle a rischio elevato, nelle quali sono inclusi case e altri immobili, escluse però le imprese, che godono di una “classifica” a parte, e nel modenese quelle rischio elevato o molto elevato sono 744. Quasi tutte, come ci si può immaginare, sono nel territorio montanaro o collinare. Anche i beni culturali, 72 in provincia in pericolo, sono inclusi nel rapporto di Ispra. In Emilia-Romagna il numero di frane attive nel 2024 era 80.336 con 2700 chilometri quadri interessati da dissesti, ovvero il 12,3% totale del territorio.
Dati per Comuni
Secondo i dati diffusi dalla Regione, le frane attive nel 2024 sul territorio modenese sono state 3848. In testa alla classifica troviamo Pavullo con 708, seguita da Prignano sul Secchia (625) e Serramazzoni (422). I dati aumentano se si considerano anche quelle quiescenti, e cambiano radicalmente se il numero di frane viene rapportato all’estensione territoriale del Comune preso in esame: in questo caso è Montecreto, con il 40% di territorio franabile, a guidare la classifica, seguita da Palagano (35.9%), peraltro interessata dalla frana di Boccassuolo. Gradino più basso del “podio” per Sestola (34.6%). La provincia di Modena è in campo per eseguire gli interventi sul territorio, soprattutto sulle strade, dopo l’alluvione del maggio del 2023.
Spesi 19 milioni
La spesa in questi tre anni è stata di 19 milioni di euro per 46 interventi totali, di cui la maggior parte, corrispondenti a 14 milioni di euro, sono gestiti da Consap. Tra quelli “di somma urgenza” su cui la Provincia ha investito 650mila euro c’è lo smottamento a “Casa Barduzzi” nel Comune di Pavullo e a “Casa Azzoni”, a Prignano sul Secchia. Tra i cantieri di Consap troviamo quello a “Casa Ceccarini” a Frassinoro, quella a Zocchetta di Zocca, a Montegibbio di Sassuolo, e a Lastre di Gombola a Polinago (800mila euro), tutte località interessate da strade franate. A Boccassuolo per i primi interventi urgenti, il Governo ha stanziato 3,8 milioni di euro a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.
