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Il provvedimento

Caso Ruggi, lo “sceriffo” torna a casa sua dopo un anno e due mesi: «Sono libero ma al verde. Daniela? Spero sia viva»

di Manuel Marinelli
Caso Ruggi, lo “sceriffo” torna a casa sua dopo un anno e due mesi: «Sono libero ma al verde. Daniela? Spero sia viva»

Dopo oltre un anno sciolti i sigilli dall’abitazione di Domenico Lanza a Polinago. «Finalmente, ma non ho un soldo. Io vittima di un sistema che mi ha tenuto in carcere tre mesi e fuori da casa mia per oltre un anno dopo che avevo mostrato indumenti intimi di Daniela in tv»

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POLINAGO.  Lo “sceriffoDomenico Lanza torna a casa. Questa mattina, 30 gennaio, infatti, i carabinieri di Pavullo scioglieranno i sigilli e lo faranno rientrare nella sua abitazione.

L’inizio di tutto


Era il 6 dicembre del 2024 quando i militari ponevano sotto sequestro la sua casa di Polinago e lo portavano in carcere a Sant’Anna. Il motivo? Aveva mostrato in diretta televisiva alcuni indumenti intimi di Daniela Ruggi, la 31enne che era scomparsa pochi mesi prima da Vitriola di Montefiorino, di cui tutt’ora non si hanno più notizie. I sospetti sul coinvolgimento di Lanza – ad oggi unico indagato per sequestro di persona nel caso Ruggi – sono andati scemando, è stato scarcerato a marzo potendo tornare a Polinago in affitto. E oggi, dopo un anno e due mesi, può tornare nella sua casa: al suo interno non sono state trovate tracce riconducibili a Daniela.

«Torno a casa, ma sono al verde»

«Finalmente – esordisce “lo sceriffo” al telefono – posso tornare nella mia casa, anche se non so in che condizioni la troverò. Sono stati mesi durissimi: sono “al verde”, avevo dei risparmi ma li ho spesi tutti per pagare l’affitto da marzo a oggi, quando sono uscito dal carcere. Di quel modesto gruzzoletto non mi rimane più nulla. Ora torno alla mia vecchia vita, o almeno ci provo: riavrò anche la mia macchina e il cellulare».

«Io innocente, ho fatto solo del bene a Daniela»


Dalle parole di Lanza si percepisce una rabbia mai sopita: «Io a Daniela ho fatto solo del bene, l’ho aiutata più volte e sono innocente. Ciò nonostante sono diventato bersaglio, vittima di un sistema che mi ha tenuto in carcere per mesi e fuori casa per oltre un anno. Tutto dopo che ho mostrato in diretta televisiva quegli indumenti intimi di Daniela. Subito dopo, nel giro di poche ore, mi sono ritrovato con la casa sequestrata e rinchiuso in cella. Ma io l’ho sempre ribadito: con questa brutta storia non c’entro nulla. Le ho solo fatto del bene» ribadisce “lo sceriffo”, che non nasconde le difficoltà negli scorsi mesi anche solo nel girare per strada o entrare in un bar.
«Tanta gente mi guardava male, con aria sospetta. C’è ancora chi pensa che io c’entri qualcosa ma non è assolutamente vero: io sono innocente. E penso e spero che Daniela sia viva, so che hanno ritrovato dei resti in un casolare ma non penso siano i suoi. Voglio sperare che Daniela sia ancora su questa terra. E se così non fosse, se qualcuno dovesse averle fatto del male deve pagare. L’ultimo anno ho creduto di vivere in un film, non mi sembra vero tutto quello che è successo: ho perso dieci anni di vita».

L’avvocato Gianelli

Soddisfazione per l’avvocato Fausto Gianelli: «Tutti gli accertamenti tecnici e peritali sono stati compiuti senza trovare alcuna traccia che potesse collegare Lanza alla scomparsa di Daniela Ruggi. Il dissequestro è un ulteriore passo verso la chiusura della vicenda, almeno per quanto concerne la posizione dello "sceriffo", nei cui confronti si erano appuntati all'inizio delle indagini i primi sospetti e la cui posizione appare ora essere senz'altro marginale nella vicenda della sparizione di Daniela Ruggi».