Gazzetta di Modena

Modena

Storia a lieto fine

Bambino fugge da casa di notte e corre scalzo in tangenziale, salvato


	In foto l'auto sulla tangenziale a Pontremoli e i due consiglieri
In foto l'auto sulla tangenziale a Pontremoli e i due consiglieri

Il soccorso provvidenziale effettuato dai consiglieri comunali Bertoldi e Fanti con gli agenti della polizia locale: stavano rientrando da Pontremoli, città gemellata con Modena e accomunata dal patrono San Geminiano. Il piccolo, affetto da disturbo dello spettro autistico, riconsegnato ai genitori

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MODENA. Mentre a Modena non si sono ancora sopite le polemiche politiche seguite al caso del bambino colpito da scabbia che lo hanno riguardato con richiesta di dimissioni da parte del Pd, il consigliere comunale della Lega Giovanni Bertoldi torna alla ribalta per un episodio molto diverso: una vicenda a lieto fine, accaduta la notte di San Geminiano, che lo ha visto protagonista insieme a un collega e a due agenti della polizia locale. È lo stesso Bertoldi a raccontarla in una lettera inviata alla nostra redazione.

Un bambino in tangenziale

La delegazione modenese – composta dai consiglieri Pd Gianluca Fanti e Lega Giovanni Bertoldi, accompagnati da due agenti – stava rientrando da Pontremoli, città toscana gemellata con Modena e accomunata dal patrono, dove aveva partecipato alle celebrazioni ufficiali. Erano da poco ripartiti a bordo dell’auto di servizio quando, percorrendo la tangenziale Neruda, hanno scorto una sagoma muoversi rapidamente sul marciapiede. Avvicinandosi, hanno capito che si trattava di un bambino di circa 6-7 anni, in mutande e a piedi nudi, che correva da solo nella notte gelida. La scena, come racconta Bertoldi, non ha lasciato spazio all’esitazione: gli agenti hanno attivato il lampeggiante, mostrato la paletta e effettuato un’inversione di marcia non appena possibile, nel tentativo di raggiungerlo prima che potesse finire in strada.

Il salvataggio

Nel frattempo il piccolo aveva trovato riparo nell’auto di un altro automobilista, che aveva intuito il pericolo e si era fermato per offrirgli protezione. Una volta raggiunto il punto, gli agenti hanno fatto salire il bambino sull’auto di servizio per metterlo al caldo. Da subito, però, sono emerse grandi difficoltà di comunicazione: il minore non parlava e non era possibile capire chi fosse o da dove provenisse. È stata quindi chiamata una seconda pattuglia di supporto. Pochi minuti dopo è arrivato un uomo, visibilmente agitato e disperato: era il padre. Ha spiegato che suo figlio, affetto da disturbo dello spettro autistico, era scappato da casa approfittando di un momento di distrazione. L’uomo, scosso ma sollevato nel ritrovare il bambino incolume, è stato tranquillizzato dagli agenti. Il padre e il figlio sono stati affidati all’altra pattuglia, che li ha accompagnati al loro domicilio, nell’ex studentato di via delle Costellazioni, per procedere all’identificazione e al riaffidamento ufficiale del bambino ai genitori. Una storia che, come sottolinea Bertoldi nella sua lettera, «fortunatamente si è conclusa per il meglio», grazie alla prontezza degli agenti, alla collaborazione della delegazione e al senso civico dell’automobilista che per primo ha capito la gravità della situazione