Gazzetta di Modena

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La truffa

Finto carabiniere truffa un’anziana, rubati 60mila euro di gioielli: arrestato a Roma Termini


	Soldi e gioielli recuperati
Soldi e gioielli recuperati

La vittima, una donna di 80 anni, era stata contattata al telefono: le avevano raccontato che la figlia era rimasta coinvolta in un grave incidente stradale. L’uomo, diretto a Napoli, è stato fermato dalla polizia alla stazione della capitale

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MODENA. Il 27 gennaio la polizia di Stato ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice presso il Tribunale di Modena nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato del reato di truffa aggravata commessa in Modena, in danno di un’anziana signora di anni 80 commessa il 2 dicembre 2025.

L’inganno

In particolare la vittima veniva contattata telefonicamente diverse volte dapprima da un finto carabiniere e poi da un finto avvocato, ed indotta a credere che sua figlia avesse investito con la propria auto una bambina, e che pertanto occorreva versare una cospicua somma di denaro per le spese processuali pari a 3500 euro. Alla donna veniva detto che di lì a poco si sarebbe presentata a casa un incaricato per riscuotere la somma di denaro. Dopo pochi minuti un uomo raggiungeva effettivamente l’abitazione dell'anziana signora riuscendo traendola in inganno con la suddetta menzogna inducendola a consegnargli la somma in contanti di 3200 euro oltre ad una serie di gioielli di ingente valore pari a circa 50/60 mila euro (rolex, collane di brillanti ed anelli). La Squadra Mobile attraverso la visione delle immagini di video sorveglianza individuava un giovane corrispondente alle descrizioni fornite dalla vittima che poco dopo il fatto si era diretto alla stazione ferroviaria di Modena. Grazie alla immediata collaborazione del personale del posto Polfer di Modena, venivano visionate le immagini riprese dalle telecamere interne allo scalo ferroviario, riuscendo a notare come il medesimo giovane fosse, qualche ora prima, salito a bordo di un treno regionale diretto a Bologna e successivamente su un ulteriore treno alta velocità in direzione Napoli.

L’arresto

Veniva prontamente allertato il Compartimento di Polizia ferroviaria di Roma, che riusciva ad individuare e bloccare l’indagato presso la Stazione Roma Termini.
Lo stesso veniva accompagnato presso gli uffici di polizia, identificato, perquisito e trovato ancora in possesso dell’intera refurtiva provento della truffa che veniva sottoposta a sequestro. Nella circostanza, non potendosi procedere all’arresto dell’indagato essendo decorsa la flagranza, lo stesso veniva denunciato a piede libero. Sulla scorta dei gravi indizi di colpevolezza acquisiti dalla polizia giudiziaria, questa Procura richiedeva al Gip l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere previa effettuazione dell’interrogatorio preventivo di garanza previsto dalla vigente normativa. All’esito dell’interrogatorio il giudice per le indagini preliminari, emetteva la richiesta ordinanza cautelare in carcere nei confronti dell’indagato, che veniva eseguita dalla Squadra Mobile di Modena congiuntamente alla Squadra Mobile di Napoli che rintracciava l’indagato presso il proprio domicilio. L’indagato veniva quindi associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE). Si rammenta che l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.