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Le reazioni

Maltrattamenti all’asilo, le maestre chiedono di patteggiare. Le famiglie: «Bimbi ancora sconvolti, vogliamo giustizia»

di Stefania Piscitello

	L'asilo Muratori di Soliera
L'asilo Muratori di Soliera

Parla una famigliare di una delle piccole vittime di atti di violenza fisica e verbale alla scuola dell’infanzia Muratori di Soliera

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SOLIERA. Le lacrime, tante, ogni volta che i familiari andavano a prenderlo all’asilo. Quell’irrequietezza sospetta, specie in un bimbo tanto piccolo che, prima di allora, non aveva manifestato particolari problematiche. E i segni sul corpo. «Lo sappiamo noi cosa abbiamo vissuto e cosa stiamo ancora vivendo. Il nostro bambino non lo riavremo più indietro come prima». A parlare è una familiare di uno dei bimbi dell’asilo Muratori di Soliera che sarebbe stato maltrattato – insieme ad altri quattro compagni – da due maestre di 64 e 67 anni. Interviene dopo che è emerso che le due insegnanti, sospese dopo le indagini che hanno portato ad acquisire quelli che sono stati definiti «gravi indizi di colpevolezza», hanno chiesto di patteggiare la propria pena a un anno e otto mesi. L’udienza è fissata per il 26 febbraio.

Il commento

«Come l’abbiamo presa? Sinceramente io sono molto arrabbiata», commenta la donna. «C’è chi dice che non è vero, che tra le mura di quell’asilo non è successo quello che è stato riferito. Io penso che questi bambini debbano avere giustizia per quello che hanno vissuto. Ne avrei davvero tante da raccontare», aggiunge amareggiata. La voce si spezza quando ricorda quanto avvenuto l’anno scorso, quando una bufera si è abbattuta sull’asilo. Le prime segnalazioni sono scattate nel mese di gennaio, partite proprio da genitori e parenti di alcuni bambini della classe. Avevano notato comportamenti strani nei piccoli, che sembravano agitati, mal disposti ad andare all’asilo.

I sospetti

«Io avevo capito che qualcosa non andava – racconta –. Non ci spiegavamo alcuni atteggiamenti insoliti del nostro bambino, poi abbiamo scoperto tutto». Le indagini della polizia di Stato sono state effettuate anche mediante intercettazioni audio e video, con l’installazione di telecamere nascoste all’interno della scuola. Tutto materiale entrato nel fascicolo a carico delle due donne, accusate di maltrattamenti aggravati, minacce e percosse. «Per fare qualche esempio, quando andavamo a prendere il bambino a scuola, lui appena ci vedeva si buttava per terra e cominciava a piangere. Era disperato. Quella era una richiesta di aiuto ma non lo capivamo. Loro, le maestre, ci dicevano: “È emozionato”. Le maestre ci dicevano anche: “Speriamo di non deludervi mai”. Deluderci? Lo avete fatto in modo spietato. Il bimbo aveva anche segni sul corpo. Venivano anche minacciati: “Guarda che domani tocca a te”». Le conseguenze Tutti i bambini coinvolti, secondo quanto emerso, stanno affrontando un percorso psicologico per superare il trauma. «Altro che percorso psicologico – aggiunge la donna – per cercare di fare stare bene il nostro bimbo i soldi li spendiamo più che volentieri, ma non lo riavremo più indietro come prima. Lo hanno sconvolto. Ed è per questo che ritengo che sia giusto che lui e gli altri compagni abbiano giustizia. Francamente ci aspettavamo qualcosa di più di un patteggiamento: il giudice dovrebbe guardare bene tutte le cose, tutti gli atti».

Le indagini

A effettuare tutti gli accertamenti, il commissariato di polizia di Stato di Carpi con il coordinamento della procura: le telecamere erano state installate di notte nella scuola e avevano permesso di documentare le attività quotidiane nella classe. Nei confronti delle due donne, insegnanti di lunga esperienza, ad aprile 2025 era stata emessa la misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico servizio per maltrattamenti aggravati. Misura che è ancora attiva. Nel frattempo alcuni bimbi hanno cambiato scuola.

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