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Le indagini

Daniela Ruggi, i super consulenti della Procura alla torre per cercare altri resti


	La torre di Pignone a Vitriola
La torre di Pignone a Vitriola

Il nuovo sopralluogo a Vitriola è previsto sabato 7 febbraio: sarà presente anche l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, tra le massime esperte italiane nel campo delle indagini forensi

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MONTEFIORINO. Proseguiranno sabato 7 febbraio le ricerche a Torre di Pignone, nella frazione di Vitriola di Montefiorino, dove è previsto un nuovo e delicatissimo sopralluogo alla presenza dei super consulenti della Procura di Modena. Tra loro ci sarà anche l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, tra le massime esperte italiane nel campo delle indagini forensi. La sua partecipazione segna un passaggio decisivo nella ricostruzione della morte di Daniela Ruggi, dopo che il test del Dna ha confermato che le ossa ritrovate nel rudere appartengono alla donna scomparsa nel settembre 2024.

Il nuovo sopralluogo

Nonostante il maltempo, martedì una squadra composta da carabinieri, vigili del fuoco e ingegneri ha avviato le prime verifiche per predisporre gli scavi. L’obiettivo è individuare eventuali altri resti della 32enne, riaccendendo una vicenda rimasta sospesa per oltre un anno e mezzo fino alla svolta del 1° gennaio, quando due escursionisti hanno rinvenuto in quella torre una porzione di cranio, un reggiseno e alcuni capelli. Elementi che hanno spinto la Procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti. Gli interrogativi restano numerosi. L’edificio, che risale al 1200 e si trova a poche centinaia di metri da casa Ruggi, potrebbe celare ulteriori tracce utili a chiarire dinamica e luogo della morte. Nel corso dei nuovi accertamenti si cercherà anche il telefono cellulare, potenzialmente decisivo per ricostruire contatti della donna e anche come è morta se per un incidente o per omiciduo.

La torre non si può abbattere

Resta aperto il nodo della struttura. Nel sopralluogo precedente era stata ipotizzata la necessità di demolire la torre medievale per consentire ricerche complete. Ma il proprietario, Alessandro Zecchini, tramite la Gazzetta ha lanciato un appello affinché l’edificio matildico non venga abbattuto, richiamandone il valore storico e affettivo. E dagli accertamenti del Comune emerge che la torre, pur non essendo vincolata dalla Soprintendenza, è tutelata dal Piano urbanistico generale e quindi non può essere demolita. La Procura dovrà dunque valutare come procedere. È probabile che nei prossimi sopralluoghi si inizi dall’area esterna, per poi intervenire all’interno della torre, con tempi che si preannunciano non brevi. Sabato, con l’arrivo della professoressa Cattaneo, potrebbe essere un momento chiave per imprimere una svolta definitiva alle indagini.