«La torre di Vitriola non si può demolire»
Il sindaco di Montefiorino dopo l’esame del quadro urbanistico delle aree sequestrate. «È un bene tutelato. Il modo di cercare i resti di Daniela e salvare la struttura c’è»
MONTEFIORINO. «La Torre di Pignone non può essere abbattuta, ma solo restaurata in modo fedele».
A sottolinearlo è il sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, dopo aver approfondito il quadro urbanistico relativo all’edificio dove adesso scatteranno ricerche approfondite per capire se, oltre al teschio, ci sono sotto le macerie altri resti di Daniela Ruggi. Nel primo sopralluogo effettuato sabato scorso, i vigili del fuoco, dato lo stato pericolante dell’edificio, avevano prospettato al proprietario Alessandro Zecchini la necessità di abbattere lo stabile per fare le ricerche. Cosa che il proprietario vorrebbe assolutamente evitare, per salvare un edificio storico del 1200.
Tramite il suo avvocato, ha quindi chiesto al Comune il certificato di destinazione urbanistica, da cui si evince che si tratta di un bene sotto tutela, e che come tale non può essere abbattuto. L’avvocato ha trasmesso il documento alla Procura, che ora dovrà valutare come procedere. Secondo il proprietario, la possibilità tecnica di fare le ricerche salvando lo stabile c’è.
Sindaco Paladini, quindi la Torre del Pignone non può essere abbattuta?
«Esaminando il certificato di destinazione urbanistica, la responsabile del nostro Ufficio urbanistica-edilizia privata ha evidenziato che l’immobile è di interesse storico-architettonico, tutelato dallo strumento di pianificazione comunale vigente Pug. Oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria, può essere soggetto esclusivamente a interventi di restauro scientifico o di restauro e risanamento conservativo. Inoltre, il sito ha potenzialità archeologica in parte in zona A1 è in parte zona A2, dove gli interventi che interessano il sottosuolo sono subordinati al nullaosta della Soprintendenza per i beni archeologici».
Quindi sarebbe una risorsa da valorizzare?
«La casa-torre del Pignone è patrimonio storico-culturale del nostro Comune, risale al XI secolo, epoca medioevale, e rappresenta una potenziale risorsa. Il Comune per valorizzarla, dopo aver stipulato con i proprietari un accordo di acquisto subordinato al buon esito, aveva presentato domanda di finanziamento sul Pnrr che prevedeva il completo restauro e risanamento conservativo del manufatto da destinare a scuola per la lavorazione della pietra. Un progetto ambizioso, purtroppo non finanziato. Ma è risaputo che il Pnrr ai piccoli Comuni non ha portato alcun beneficio, ad eccezione di pochi».
Cosa si può fare ora?
«Ben lungi da noi l’intenzione di fermare le indagini: vogliamo sia fatta piena luce sulla tragica e angosciante scomparsa di Daniela Ruggi. Sono convinto che, dopo aver messo in sicurezza i muri perimetrali del fabbricato (il tetto è purtroppo completamente crollato), con accorgimenti tecnici e attrezzature adeguate, usuali e conosciuti dalle aziende del settore specializzate, sia possibile indagare a fondo il sito, salvaguardando l’antica torre del Pignone con le sue pietre angolari e il raffinato portale».
