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L’incontro

Vannacci debutta a Modena come leader di Futuro Nazionale, ma il centrodestra è assente

di Manuel Marinelli

	Roberto Vannacci a Modena
Roberto Vannacci a Modena

A Baggiovara la prima uscita dopo l’addio alla Lega e a Salvini con tanto di polemica: «Non potevo incidere». Poi l’attacco al sindaco Mezzetti sulla sicurezza: «Questa città è tra le più pericolose d’Italia»

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MODENA. Nessun politico locale del centrodestra in prima fila. Gente comune sì, non tutti modenesi, e un seguito di giornalisti degno di un debutto. Peccato che poi la possibilità di fare domande si stata estratta a sorte. Il generale Roberto Vannacci inizia così, da Modena, la sua nuova avventura. La rottura con Salvini e la Lega, («io traditore? Non direi proprio») e poi i fondamenti del nuovo partito ma anche un richiamo locale, a Modena, dove il generale ha frequentato l’Accademia Militare («ai tempi la città era sicurissima, ora è una delle più pericolose d’Italia... altro che percezioni come dice Mezzetti»). È un Roberto Vannacci a tutto campo quello che mercoledì 4 febbraio, da Baggiovara, ha aperto il nuovo corso della sua carriera politica: basta Lega, sì al nuovo partito Futuro Nazionale davanti a 350 persone.

Il divorzio dalla Lega e Salvini

«Perché sono uscito dalla Lega? Io non ho tradito nessuno. Salvini ha parlato di lealtà, onore e disciplina. Lealtà non vuole dire obbedienza cieca ed assoluta. Io non ho tradito nulla, sono rimasto fedele ai miei principi – ha detto Vannacci – Non è possibile nei giorni pari dire di essere identitari e conservatori e quelli pari di essere liberali e progressisti come dice Zaia. Sull’Ucraina prima si dice basta armi e il giorno dopo si firma il decreto per consegnarle». Il generale non è certo noto per trattenersi o per essere un esegeta del politicamente corretto. E infatti come un vulcano in eruzione, ha continuato l’elenco puntato di tutto ciò che lo ha spinto a divorziare dal Carroccio. «Nella Lega mi hanno fatto vicesegretario, ma non avevo responsabilità o autorità. Non potevo essere incisivo. E in Toscana il partito mi pure ha remato contro. Quotidianamente gran parte dei dirigenti della Lega mi attaccavano. Ecco perché sono andato via». Insieme a te non ci sto più... «Mi sono reso conto che non era più possibile operare in quel contesto e ho fondato il mio partito. Ed evidentemente non avevo torto visto che i sondaggi ci danno al 4%, non è mai successo che un partito neanche nato avesse questi numeri nella storia repubblicana». La conferenza stampa che ha preceduto l’incontro con i supporter del generale, è stata gestita dall’influencer modenese Roberto Giusti con un metodo a dir poco singolare: solo i giornalisti che hanno pescato un biglietto con scritto “Sì” hanno potuto fare domande. Gli altri? Nulla. «Su questo non ho potere, non ho organizzato io, sono ospite».

Le parole sulla sicurezza a Modena

Ma Vannacci ne ha anche per Modena, o meglio per chi la amministra. «Ho frequentato l’Accademia, è stata la mia grande mamma. Modena è l’esempio di una amministrazione di sinistra che sta fallendo. Era una città sicurissima, quando ero qua lasciavamo le macchine aperte e nessuno ti accoltellava per strada. Oggi a causa di una politica scellerata della sinistra ed altri fattori Modena è una delle città tra le più insicure d’Italia. E non parlo di percezione come diceva Mezzetti, è un problema di realtà. Chi ritiene sia un problema di percezione vive nei quartieri alti, è un radical chic. Non chi vive la quotidianità sui mezzi pubblici e per strada».

Il nuovo partito e la “remigrazione”

La remigrazione secondo Vannacci? «Uno strumento alla scellerata politica immigratoria degli ultimi tempi, un presidio per la civiltà occidentale». I valori fondanti del suo nuovo partito Futuro Nazionale? «L’identità del popolo e la conservazione della civiltà occidentale. Che ci sia un collegamento tra immigrazione e criminalità è un dato di fatto». Non poteva mancare il “faccia a faccia” con il giornalista di Fanpage Saverio Tommasi, non proprio il migliore amico di Vannacci: «Lei ha detto che la remigrazione serve a salvare la civiltà occidentale. Ma la nostra è una società fatta da un misto di culture... lo sa?» ha detto Tommasi. «La civiltà occidentale nasce dal cristianesimo», ha ribattuto Vannacci. Che poi sulla sua fedeltà alla Lega ha chiuso: «A Pontida diedi la mia parola sulla mia permanenza nella Lega? Certamente, perché mi aveva accettato per i miei principi. Dal momento in cui non vengono rispettati me ne vado».

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