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Il caso nel caso

Morte di Daniela Ruggi, lo sceriffo Lanza accusato da Sossio in tv: «Lo denuncio»

di Daniele Montanari

	Lo sceriffo Lanza e Sossio su Canale 5
Lo sceriffo Lanza e Sossio su Canale 5

È guerra tra due “amici” della ragazza scomparsa, i cui resti sono stati poi ritrovati da due escursionisti nella Torre di Pignone a Vitriola, a causa di un’affermazione («L’ha uccisa lui») durante la trasmissione di Canale 5 “Dentro la notizia”

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POLINAGO. È guerra tra due “amici” di Daniela Ruggi, a causa di un’affermazione choc in tv. Domenico Lanza, lo “sceriffo” di Polinago, mercoledì pomeriggio è stato ospite su Canale 5 di “Dentro la notizia”, la trasmissione condotta da Gianluigi Nuzzi, assieme a Sossio Varra, l’amico napoletano di Daniela uscito un anno fa dal carcere (per reati che non c’entrano con la scomparsa della ragazza).

La frase in tv

È stata la prima volta che i due, balzati ripetutamente alle cronache nell’ambito delle ricerche di Daniela, si sono trovati a confronto. Non è certo emersa una simpatia. Anzi, a un certo punto, in diretta, Sossio ha mosso un’accusa di incredibile gravità nei confronti di Lanza: «L’ha uccisa lui» ha detto. E alla richiesta di chiarimenti sulla frase pronunciata in napoletano stretto, ha ribadito che sì, aveva inteso dire proprio che secondo lui Lanza ha ucciso Daniela. Accusa mossa perché, secondo Sossio, Lanza «era troppo aggressivo» e possessivo con la 31enne. Almeno, «così diceva lei» ha precisato. Sossio mentre parlava è apparso molto agitato, in continuo movimento, tanto da fare venire dubbi sul suo stato di lucidità. Chiaro però che si tratta di un’affermazione gravissima, in tv davanti a milioni di telespettatori. 

La denuncia

Lanza gliel’ha detto subito, in diretta, che «potrebbe essere passibile di denuncia». E conferma la sua rabbia: «Ma come si fa – sottolinea – a dire una cosa del genere alla tv davanti milioni di persone? Ma è una cosa gravissima, che non posso lasciare passare: io questo lo querelo». Ieri mattina ne ha parlato con il suo avvocato, Fausto Gianelli: «Ci siamo confrontati con lui e con suo figlio sul da farsi di fronte a un’uscita del genere – sottolinea Gianelli – l’intenzione del mio assistito sarebbe quella di querelare questo signore. Dobbiamo valutare: ho visto l’intervista in tv e le parole di Sossio mi sono apparse la triste esibizione di una persona in evidente stato di disagio mentale. Da quanto sappiamo su di lui, è una persona che viene da una vita borderline, senza fissa dimora, che non ha tanto da perdere: non so cosa convenga fare, forse dovrebbero essere i servizi sanitari, più che la magistratura, a occuparsi di lui. Valuteremo bene con Lanza, a mente fredda, cosa fare».

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