Addio al conte Carlo Forni Niccolai: «La sua vita al servizio degli altri»
Aveva 84 anni: neurochirurgo e scrittore, si divideva tra Toscana e Emilia. Il funerale nel Duomo di Modena dal figlio don Tommaso
MODENA. Si è spento, circondato dall’affetto dei suo cari nell’amata villa di Antignano, in Toscana, il conte Carlo Forni Niccolai Gamba. Il conte, modenese di origine, viveva in una antica dimora con la famiglia, dalla quale poteva vedere il mare, sua grandissima passione insieme alla vela.
Nato a Modena il 19 marzo 1941, il conte Forni Niccolai Gamba, medico, ha vissuto una vita particolarmente intensa, segnata da un profondo senso del dovere e da una naturale inclinazione al servizio.
Dopo il diploma di maturità classica, si è laureato in Medicina e Chirurgia e ha conseguito con lode la specializzazione in Neurochirurgia a Milano. Un percorso rigoroso, costruito su studio, disciplina e passione, che lo ha portato prima al Cto di Torino e poi nel reparto di Neurochirurgia pediatrica dell’ospedale “Regina Margherita”.
In corsia, soprattutto accanto ai pazienti più piccoli, ha saputo unire l’altissimo livello professionale a una rara capacità di ascolto. Chi ha lavorato con lui ricorda un medico attento non solo alla patologia, ma alla persona, alle famiglie, alle paure che accompagnano la malattia. Un approccio umano mai venuto meno e che rappresentò il tratto distintivo della sua carriera.
Andato in pensione nel 1998, non ha smesso di esercitare la professione: ha continuato a operare in strutture private convenzionate tra Toscana ed Emilia, a Livorno, Lucca e Nonantola. Anche lontano dai grandi ospedali, è rimasto per molti un punto di riferimento, sempre disponibile, sempre pronto a offrire competenza e consiglio. Per lui la medicina non è stata mai soltanto una carriera, ma una vera vocazione, vissuta fino in fondo.
«A Modena è sempre tornato con grande piacere - afferma il fratello, il conte Giulio Forni con le sorelle Linda ed Elena- eravamo legatissimi e alle riunioni di famiglia non è mai mancato una volta. Di lui - continua il fratello Giulio- ho sempre ammirato il suo temperamento estremamente dolce, sempre disponibile e presente con tutti. Fare il medico era la sua missione e la sua passione. Non l’ho mai sentito tirarsi indietro se qualcuno chiedeva lui aiuto. La sua perdita mi provoca molto dolore - conclude il conte Giulio - rimarrà sempre nel mio cuore e nel cuore di tutta la nostra famiglia».
Accanto al medico, infatti, c’era l’uomo: sposato con Laura, padre di tre figli – Maria Eugenia, Tommaso (don Tommaso) e Massimiliano – e nonno profondamente innamorato dei suoi nipoti. «Era un uomo incapace di pensare male», racconta chi lo ha conosciuto da vicino. Una persona discreta, animata da una fede autentica e mai ostentata, che lo ha portato anche a essere Cavaliere di grazia e devozione dell’Ordine di Malta, vivendo questo impegno come ulteriore forma di servizio verso i più fragili e bisognosi.
I conti Forni sono discedenti di una famiglia che ha dato al Ducato estense ministri e funzionari e, una volta andato in pensione ha scelto di dedicarsi alle biografie e ai romanzi, non semplici volumi da scaffale, ma tracce vive di una passione coltivata nel tempo che spaziano dalla storia, anche della sua famiglia, alla religione.
Il suo nome resta legato a doppio filo a Villa Gamba, l’antica dimora che domina il tratto di costa livornese tra storia e natura. Di proprietà della famiglia Forni Niccolai Gamba, e da secoli legata al servizio dei duchi estensi, la villa rappresentava per il medico molto più di un bene di famiglia: era per lui un gioiello da custodire e da trasmettere. Con attenzione e rispetto, ne ha preservato la memoria storica e architettonica, contribuendo negli anni a restituirla alla comunità toscana come luogo di cultura, di incontro e di racconto, consapevole dell’importanza di tenere vivo il legame tra passato e presente. L’eredità più grande che lascia ai figli e ai nipoti è il suo esempio: l’impegno costante nel volontariato, la disponibilità verso chi ha bisogno, la convinzione profonda che il prossimo venga sempre prima di tutto.
«Non dimenticheremo mai la dolcezza e la grande disponibilità all’ascolto dello zio - concludono i nipoti modenesi- sarà per tutti noi un grande esempio da seguire».
I funerali saranno celebrati oggi alle 11, nel Duomo di Modena dal figlio don Tommaso.
