Rapina con pistola alla Snai, colpo da 21mila euro: «La cassiera era complice dei banditi»
Irruzione di due giovani incappucciati nell’agenzia di scommesse di Vignola: tre giovani in manette, ecco la ricostruzione dei carabinieri
VIGNOLA. Rapina con pistola e passamontagna all’agenzia di scommesse, all’ora di chiusura, con la complicità di una ragazza che lì lavorava. È questa l’accusa nei confronti di tre giovani, che però subito dopo, nelle ore della notte sono stati individuati e arrestati dai carabinieri. È successo la sera di mercoledì, 4 febbraio, ma la vicenda è emersa ieri in tribunale per l’udienza di convalida. Secondo una prima ricostruzione, è andata così.
La rapina
Erano le 20 circa, quando nell’agenzia Snai di via Barella, zona industriale, dove lavorava la 25enne, hanno fatto irruzione due giovani, anche loro italiani, con pistola e passamontagna, che hanno intimato al personale presente (la ragazza e un collega) di aprire le casseforti e consegnare tutto il contante disponibile. Sotto minaccia delle pistola – una risultata vera e rubata, l’altra un giocattolo – la 25enne e il collega hanno consegnato circa 21mila euro in contanti. I rapinatori li hanno presi e sono corsi fuori, scappando in macchina a razzo. I due addetti dell’agenzia hanno dato l’allarme ai carabinieri, che sono arrivati in pochi istanti. Hanno acquisito i filmati di videosorveglianza, ricostruendo l’accaduto. Li ha subito insospettiti l’apparente tranquillità con cui la ragazza ha affrontato la rapina. Sono cominciati gli accertamenti e le ricerche.
L’arresto
Nella notte, nelle prime ore del 5 febbraio, i carabinieri di Vignola e Sassuolo sono andati a sorpresa a casa della ragazza, a Vignola, dove hanno trovato sia il contante rubato che le armi usate. Per lei è scattato subito l’arresto per concorso in rapina aggravata.
Il rapinatore che era entrato nell’agenzia con la pistola vera è stato rintracciato e arrestato a Bologna. Il complice che aveva utilizzato la pistola finta e fatto da autista, a Modena. Dagli accertamenti fatti, è risultato il compagno della commessa 25enne.
Le ammissioni
Assistita dall’avvocato Michela Anna Guerra (d’ufficio), la 25enne è comparsa davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. La ragazza ha ammesso di essere a conoscenza della rapina imminente, per questo non si era mostrata spaventata. Ha negato però di avere avuto coinvolgimento materiale in essa: ha detto di avere solo aperto una delle casseforti per consegnare il contante. Visto che è incinta, è stata accolta la richiesta del suo avvocato ed è stata messa agli arresti domiciliari.
