Gazzetta di Modena

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Il caso

Tiene il suo cane Akita sul balcone a gennaio: a processo per maltrattamenti

di Daniele Montanari

	Uno esemplare di cane Akita (foto di Biser Yanev)
Uno esemplare di cane Akita (foto di Biser Yanev)

L’avvocato difensore: «Nessun illecito, è un cane dal fitto pelo che ama il freddo»

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MODENA. Lasciare un cane Akita Inu, con il suo proverbiale fitto pelo, d’inverno sul balcone dell’appartamento, configura il reato di maltrattamento animale? È la domanda a cui dovrà rispondere il processo iniziato ieri verso una 39enne marocchina, a cui l’animale è sequestrato da due anni.

Denuncia e sequestro
È una vicenda ambientata a Modena città e iniziata nei suoi risvolti giudiziari nel gennaio 2024, quando un vicino di casa ha fatto intervenire le guardie zoofile segnalando una situazione di detenzione del cane a suo dire in sofferenza. La proprietaria del cane vive tuttora nell’appartamento con la sua bimba, all’epoca neonata. Ha pensato bene di prendere questo cane di una razza stupenda, di cui infatti la bimba si è innamorata. Ma lo ha messo a vivere su un balcone di circa sei metri quadrati, senza cuccia. Un esemplare di sette anni che, a detta della madre, non faceva quasi mai entrare in casa per via della bimba, perché temeva ci potessero essere dei rischi per lei.
È successo però che i vicini hanno notato una presenza sul balcone praticamente sistematica nell’arco di due anni. A riprova del fatto, le condizioni del terrazzo della signora che abitava di sotto al balcone, da cui cadevano in continuazione i bisogni fisiologici del cane, che non era quasi mai portato a passeggio per questo. La signora di sotto praticamente si era ridotta a non riuscire ad andare più sul suo terrazzo, dalla sporcizia che veniva giù.
I vicini hanno monitorato la situazione, e hanno deciso di intervenire. Vista l’evidente difficoltà della 39enne nel prendersi cura del cane, si sono anche offerti di adottarlo, e la 39enne in un primo momento sembrava disponibile alla cosa. Ma poi ne ha parlato con la sua bimba, e lei non voleva assolutamente separarsi dal suo amato cagnone. Così non è stato adottato, ma i problemi sono rimasti gli stessi.
Ecco perché sono state contattate le guardie zoofile, che sono venute riscontrando che l’Akita effettivamente viveva sul balcone. Hanno offerto una cuccia e cibo per animali alla 39enne, che però ha rifiutato. A quel punto hanno fatto segnalazione di maltrattamento animale in Procura, e il cane è stato sequestrato. La 39enne è stata rinviata a giudizio, e ieri è iniziato il processo.

La difesa
La donna è assistita dall’avvocato Gianpaolo Verna, che è convinto di dimostrare che il cane non aveva subito maltrattamenti: «Veniva portato fuori abitualmente, le stesse guardie lo hanno trovato in buona salute e vaccinato – osserva – quanto al freddo, è risaputo che gli Akita amano le basse temperature, protetti dal loro fitto pelo. Non c’è stato nessun maltrattamento, solo il dolore di due anni di separazione dal cane: a madre e figlia è stata negata anche la possibilità di vederlo in canile». l