«Il Palazzaccio di Braida a Sassuolo sarà abbattuto: ecco come sarà»
La demolizione tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo
SASSUOLO. «Diamo continuità a un impegno chiaro che questa amministrazione aveva assunto: trasformare una delle aree più delicate della città in un nuovo polo di servizi, verde e socialità. Un progetto che unisce rigenerazione urbana, sicurezza, qualità dello spazio pubblico e attenzione alle persone, restituendo valore a Braida e a tutta Sassuolo. L’obiettivo è arrivare alla demolizione alla fine di quest’anno o l’inizio del prossimo, per avviare a ruota la nuova fase di ricostruzione».
Con queste parole il sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini, descrive un ulteriore passo nel percorso di rigenerazione urbana del quartiere Braida. Nei giorni scorsi la Giunta ha approvato la delibera di indirizzo che dà continuità all’iter per la demolizione dell’edificio ex 189, conosciuto dai cittadini come il “Palazzaccio”, e all’attuazione del progetto “Sassuolo la città prossima”. L’intervento complessivo di oltre 5 milioni di euro di investimento, di cui 1.250.000 euro finanziati dalla Regione, è articolato in tre grandi macro-progetti integrati che interesseranno l’area ex 189, il parco Amico e gli immobili comunali del Diamante. Il progetto è stato sviluppato dal Comune con un team multidisciplinare coordinato da Mc2 Architetti. Un percorso che ha già visto sopralluoghi e incontri e che continuerà a prevedere fasi di co-progettazione con chi utilizzerà i nuovi spazi sociali, oltre a momenti di confronto con i referenti e gli utilizzatori del parco Amico.
«Questo atto di indirizzo – sottolinea l’assessore alla Rigenerazione Urbana, David Zilioli – non è un passaggio dovuto dalla legge, ma una scelta politica precisa. Abbiamo voluto anticipare e rendere pubblici fin da subito gli schemi progettuali, come segno di trasparenza e di condivisione».
Gli step
Il primo macro-intervento prevede la completa demolizione dell’ex 189 e la realizzazione, nella parte nord dell’area, del nuovo polo dei servizi sociali e della Casa delle associazioni, che ospiterà anche il Centro antiviolenza. Un mix volutamente aperto alla città, con spazi pubblici, sale per attività sociali e ricreative e una caffetteria sul fronte strada, per trasformare questa area sulla circonvallazione in un luogo vivo, riconoscibile e frequentato durante tutta la giornata: un vero “faro civico” per Braida e per l’intero distretto.
Il secondo macro-progetto riguarda il trasferimento e la rifunzionalizzazione del Centro per le famiglie (ora in uno spazio in affitto) presso gli immobili comunali del Diamante, dove oggi hanno già sede gli uffici tecnici e soprattutto i servizi sociali del Comune. Il nuovo grande ingresso, concepito come una sorta di apertura teatrale verso il parco, è pensato per aumentare l’utilizzo degli spazi, migliorare la sicurezza del lato sud del parco Amico.
Il terzo macro-intervento interessa la riqualificazione paesaggistica del parco Amico, che sarà occasione anche per importanti manutenzioni straordinarie. Sono previste nuove dotazioni verdi con funzione ambientale e di laminazione delle acque piovane a tutela dell’intero quartiere, oltre a una migliore ridistribuzione degli spazi per il gioco, il tempo libero e le manifestazioni, che rappresentano da sempre il cuore delle attività del parco.
Tempistiche
Per quanto riguarda le tempistiche, il percorso si svilupperà necessariamente su più anni: il 2026 sarà dedicato alle progettazioni nelle varie fasi previste; il 2027 vedrà l’avvio degli appalti dei lavori; i cantieri si svilupperanno progressivamente fino al 2029.
Altre aree
In parallelo, e già a partire dai prossimi mesi grazie all’evidenza pubblica di questa delibera di indirizzo, potranno attivarsi proposte di rigenerazione anche delle aree circostanti. L’Amministrazione intende favorire l’interessamento non solo di soggetti privati, ma anche istituzionali – come ad esempio per la possibile nuova sede della guardia di finanza – affinché l’intero comparto possa avviare un processo coordinato di riqualificazione diffusa. Un processo che sarà poi ricompreso e parte integrante dello schema strategico del nuovo Piano Urbanistico Generale, rafforzando una visione complessiva di rigenerazione urbana.
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