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Il giallo

Daniela Ruggi, c’è un altro reperto a Vitriola

di Daniele Montanari
Daniela Ruggi, c’è un altro reperto a Vitriola

È stato trovato domenica nell’area esterna della torre, grazie al fiuto del cane. Subito sequestrato e inviato ad analisi scientifica per fare il riscontro del Dna

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MONTEFIORINO. Alla Torre di Pignone è stato trovato un altro reperto, nell’ambito delle ricerche sulla misteriosa fine di Daniela Ruggi.

Il ritrovamento

Al momento dalle indagini nulla trapela su di che cosa si tratti, si sa solo che è stato rinvenuto domenica attorno alla torre, ancora una volta grazie alla determinante indicazione del cane Even, che già era stato protagonista della giornata di sabato. Si tratta di uno splendido esemplare di golden retriever addestrato come cane da ricerca cadaveri (HRD, Human Remains Detection) di proprietà di una ragazza ingaggiata dagli inquirenti per dare un ulteriore contributo alle indagini. Un cane dal fiuto finissimo addestrato solo per la ricerca dei cadaveri, che sabato ha subito raccolto una pista che porta all’interno della torre più o meno nel punto dove il 1° gennaio i due escursionisti hanno trovato il teschio. È quindi ragionevole pensare che lì dentro ci siano, sotto le macerie del tetto crollato, anche altri parti dello scheletro.

Ma il cagnone ha fatto anche di più. Nelle ripetute perlustrazioni dell’area attorno alla torre fatte con la sua conduttrice, ha trovato anche una pista esterna che poi ha portato gli inquirenti a rinvenire un reperto cadaverico umano. È stato subito sequestrato, e inviato ad analisi scientifica per la comparazione del Dna. Il sospetto di tutti ovviamente è che anch’esso appartenga a Daniela – altrimenti ci si troverebbe ad avere a che fare con un secondo cadavere alla torre – ma nulla si può concludere con certezza prima del responso del Dna.

E i vestiti?

Se risulterà di Daniela, in attesa dell’ingresso nella torre il ritrovamento aggiunge altri spunti di riflessione e di mistero su cosa possa essere accaduto alla 31enne scomparsa da Vitriola il 18 settembre 2024. È un elemento trovato all’esterno, non all’interno della torre come il teschio. Può essere stato portato lì dagli animali selvatici? L’altra domanda che sorge spontanea in queste ore è: che ne è dei vestiti di Daniela? Quelli non possono essere stati certo oggetto delle attenzioni degli animali, com’è che al momento è stato trovato solo un reggiseno (che si presume suo, in attesa del Dna)? Come è stato trascinato via dal corpo quello, così dovrebbe essere stato per altri indumenti, che in teoria dovrebbero essere molto più visibili delle ossa tra le macerie della torre.

Al momento, la Torre delle Streghe – questo l’altro nome della torre per la gente di Vitriola – sta davvero consegnando alle cronache un mistero degno del suo nome. Che si potrà sciogliere solo con la rimozione macerie, ma è un’operazione molto complessa – anche a causa del fango che ostacola l’utilizzo di gru e cestelli – che andrà studiata molto bene.