Castelnuovo, è morta la madre accoltellata dal figlio ad agosto: ipotesi suicidio
La procura ha disposto l’autopsia sul corpo della donna: ad agosto il figlio in via Biondo aveva accoltellato lei, il padre e la sorella minore
CASTELNUOVO. Lo scorso agosto l’aggressione tra le mura della villetta di via Biondo a Castelnuovo. Protagonista un giovane dello Sri Lanka che aveva ferito con un’arma da taglio madre, padre e sorella minore. A dicembre, la morte della madre. Non per le lesioni riportate in quell’occasione ma – si ipoti«za – per suicidio. Anche se, per fare chiarezza ed escludere altre ipotesi, la procura ha disposto l’autopsia sul corpo della donna.
L’aggressione
Il 29 agosto la tranquillità di via Biondo era stata interrotta. Prima dalle urla della sorella del 23enne, scesa in strada a chiedere aiuto, poi dalle sirene dei mezzi dei carabinieri e delle ambulanze arrivate sul posto. Tutto era avvenuto all’interno della villetta in cui la famiglia viveva e lavorava come custode. Una lite, poi la furia. Il giovane era stato arrestato per duplice tentato omicidio (sui genitori) e lesioni personali aggravate (sulla sorella). In sede di interrogatorio di garanzia il 23enne (assistito dall’avvocato Daniela Goldoni) aveva risposto a tutte le domande, ribadendo che non aveva nessuna volontà di uccidere i genitori né di ferire la sorella. Sembra che a scatenare la lite siano stati motivi futili. Il giovane aveva spiegato di non aver trovato, quella sera, il suo pacchetto di sigarette, e convinto che glielo avesse preso qualcuno, era andato su tutte le furie. Era scoppiata la lite sfociata poi nelle aggressioni. Il suo legale aveva chiesto la derubricazione delle accuse da tentato omicidio a lesioni gravi. Una vicenda complessa: il ragazzo è seguito da tempo dai servizi sociali e sanitari, ed è un soggetto in condizioni di fragilità. Anche per questo i genitori, fin dalle prime ore dopo i fatti – e dopo essere stati dimessi dall’ospedale –, avevano chiesto notizie di lui, chiedendo di poterlo vedere.
La tragedia
Forse il peso di quella vicenda, forse la preoccupazione per le sorti del figlio. A dicembre, il 21 per la precisione, la madre del 23enne è deceduta. L’ipotesi sul tavolo è che si sia trattato di un gesto volontario, ma evidentemente la procura ha deciso di vederci chiaro, e ha disposto l’autopsia. L’avvocato Maria Larossa ha seguito la donna, anche prima dell’aggressione di agosto: «Una questione molto delicata – precisa il legale – Il dolore di questa donna merita rispetto». Ieri, 11 febbraio, in tribunale (per il procedimento che riguarda l’aggressione del 29 agosto) era previsto l’incidente probatorio sulla capacità di intendere e volere dell’indagato, udienza rinviata per una proroga chiesta dal perito.
