Gazzetta di Modena

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Giovane influencer apre la partita Iva e tentano di truffarla: «Fate attenzione»

di Ginevramaria Bianchi

	Martina Ferrari e il bollettino ricevuto
Martina Ferrari e il bollettino ricevuto

Il racconto di Martina Ferrari, 22enne modenese: «Mi è arrivato un bollettino identico agli originali che reclamava il pagamento di 500 euro, mi ha salvata il commercialista». Tante persone le hanno segnalato di aver subito lo stesso raggiro

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MODENA. Una lettera che sembra ufficiale, un importo da 500 euro e l’intestazione della propria attività appena nata. È così che un' influencer modenese di 22 anni ha rischiato di cadere in una truffa, riuscendo però a sventarla prima del bonifico. Protagonista della vicenda è Martina Ferrari, volto social e neo imprenditrice, che ha deciso di raccontare quanto accaduto per mettere in guardia altri giovani titolari di partita Iva. 

La vicenda

Ma partiamo dall’inizio. Martina ha appena avviato il suo progetto imprenditoriale, “Martina Ferrari Studio”, «un brand che sta nascendo – racconta –. Il progetto ha iniziato a prendere forma a ottobre 2025, ed è diventato ufficiale a gennaio 2026, con l’apertura della partita Iva fatta circa venti giorni fa». Poi, l’episodio: «Mia zia ha trovato nella cassetta della posta del condominio una lettera intestata a Martina Ferrari Studio. Mi ha detto che sembrava importante e me l’ha lasciata sotto la porta». Dentro, una richiesta di versamento da 500 euro, con scadenza ravvicinata: «Era arrivata il 10 febbraio, e andava pagata entro il 15: avevo solo cinque giorni. Per questo mi sono subito attivata per saldare la cifra». Un dettaglio, però, la insospettisce: «L’intestatario dell’Iban era una certa Dynamic Srls. Un nome strano, che non mi suonava familiare». Prima di procedere, quindi, Martina manda la foto al commercialista. «Gli ho scritto su WhatsApp dicendo: “la prima tassa non si scorda mai”. Poco dopo mi ha chiamata, e mi ha detto che si trattava di una truffa». Col senno di poi, la giovane imprenditrice riconosce di essere stata fortunata: «Ho confidenza con il mio commercialista: per questo ho pensato di scrivergli subito e di chiarire la cosa. Ma magari altri, per timore di disturbare, avrebbero pagato ingenuamente, e sarebbero cascati nella trappola».

Le reazioni

Dopo aver raccontato tutto su TikTok, infatti, tantissime persone avrebbero scritto all’influencer che era successo anche a loro. E, cercando online, Martina avrebbe trovato articoli di giornale sulla stessa identica lettera che aveva ricevuto. «Non so come questi truffatori riescano ad avere i dati di chi apre una partita Iva. Fatto sta che è piuttosto preoccupante. Perché lo fanno? Credo giochino sull’inesperienza e sulla paura di sbagliare: quando inizi vuoi fare tutto perfettamente, e paghi subito per non avere problemi». E conclude, amareggiata e sconfortata: «Ho 22 anni, ne farò 23 quest’anno. È scoraggiante che il primo contatto con il mondo della partita Iva, dopo il commercialista, sia stato una tentata truffa. Ora so che è una cosa risaputa, che succede a tantissime persone. E quindi perché permettiamo ancora che qualcuno perda 500 euro così? Perché nessuno fa niente per fermare questi criminali?», incalza.