Pestaggio a scuola, prof in rivolta e il sindaco mette in campo la polizia locale
Al Volta di Sassuolo si va in classe con la paura di botte e rapine, come racconta l’ultima aggressione subita da uno studente. Un gruppo di insegnanti: «I violenti vanno denunciati e allontanati: proteggiamo i nostri ragazzi». Mesini convoca dirigenti scolastici e rappresentanti d’istituto
SASSUOLO. In seguito all’aggressione ai danni di uno studente dell’istituto Volta da parte di un gruppo di giovani della stessa scuola, avvenuto mercoledì 11 febbraio, l’amministrazione comunale di Sassuolo mette in atto una serie di misure per dare una risposta immediata all’episodio di violenza. «Non abbiamo nessuna intenzione di sottovalutare la questione – afferma il sindaco Matteo Mesini –: al contrario la affronteremo tutti insieme con decisione, per fare in modo che famiglie, studenti, docenti e tutto il personale non docente possano svolgere le proprie attività in un clima di assoluta serenità. La sicurezza non è un optional, ma il prerequisito fondamentale di ogni percorso educativo». L’amministrazione comunale agirà su tre linee: rafforzamento della vigilanza, confronto con i dirigenti scolastici e dialogo con i rappresentanti d’istituto.
- La prima azione passerà da una presenza costante e visibile della polizia locale negli orari di ingresso e uscita davanti agli istituti del polo scolastico: «una misura che non vuole essere repressiva, ma fungere da deterrente e da rassicurazione per chi vive la scuola ogni giorno».
- Mesini fa anche sapere di aver già convocato i dirigenti scolastici per un incontro urgente: «L’obiettivo è quello di fare fronte comune, analizzare le dinamiche interne ed esterne agli istituti e trovare soluzioni condivise che possano prevenire nuove esplosioni di violenza».
- Infine, il primo cittadino ha comunicato che a brevissimo convocherà i rappresentanti d’istituto per un confronto: «Voglio parlare con loro, ascoltare quello che hanno da dire, capire quali siano le reali difficoltà che vivono. Ho letto le parole dei rappresentanti del Volta che chiedono di non essere etichettati come una scuola di “persone di scarto” (il riferimento è ad un comunicato diffuso prima della vicenda di mercoledì, ndr). Hanno ragione: generalizzare fatti come quello avvenuto mercoledì, etichettarli, sono errori che non risolvono nulla. Proprio per questo voglio costruire con loro un clima diverso, più disteso, dove il rispetto reciproco torni a essere la regola e non l'eccezione».
Le misure che saranno applicate hanno un obiettivo: «Dobbiamo fare in modo che nessuno abbia più paura di andare a scuola o di aspettare l'autobus – conclude il sindaco – è una sfida che riguarda tutta la città, dalle famiglie alle istituzioni, e noi siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo».
La lettera di un gruppo di prof
Sull’episodio è intervenuto anche un gruppo di docenti dell’istituto Volta, con una lettera aperta: «In seguito agli ultimi avvenimenti accaduti nel nostro istituto, scrivo questa lettera a nome mio e di altri colleghi, per portare all’attenzione delle istituzioni il disagio che proviamo e la preoccupazione che abbiamo per i nostri studenti – scrive una insegnante –. Noi professori siamo stanchi di vedere quello che accade giornalmente in alcune classi della nostra scuola, dove alcuni studenti possono permettersi di insultare professori e personale della scuola, disturbare le lezioni di altre classi, rompere attrezzature scolastiche, arredi e impianti. E perché no fare qualche rissa quando un compagno mi ha guardato male o ha parlato con la mia ragazza. Purtroppo il linguaggio della violenza è sempre più presente nella nostra società, basti guardare quello che succede nel mondo, noi professori cerchiamo di lanciare un sassolino in mezzo al mare, di educare alla non violenza, al dialogo e cerchiamo di gestire le situazioni difficili. Si va avanti si cerca di fare bene il nostro splendido mestiere che ci permette di stare a contatto con ragazzi intelligenti, pieni di voglia di fare e di crescere che ti permettono di condividere una parte del loro cammino insieme». Sull’aggressione subita dallo studente, il giudizio è netto: «Amo il mio lavoro – prosegue la prof, anche a nome di altri colleghi – e cerco di contribuire a migliorare questa scuola ed è vero che a volte bisogna solo parlare e cercare di comprendere i ragazzi che vivono situazioni difficili per aprire una strada al cambiamento, alla maturazione e all’inclusione, ma poi arrivano giornate come oggi (mercoledì, ndr) dove un ragazzo che hai visto sorriderti fino a 5 minuti prima lo ritrovi con un occhio gonfio pieno di graffi in faccia e zoppicante per aver ricevuto nel cortile d'ingresso della scuola un pestaggio da parte di dieci coetanei, premeditato, si sono trovati li per aspettare che uscisse e linciarlo, sottraendogli anche il portafoglio e gli occhiali già che c'erano. Questo è inaccettabile, questo non è un comportamento recuperabile con la comprensione o l'esempio, l'unica cosa possibile è denunciare a gran voce questi ragazzi e il loro comportamento, noi dobbiamo tutelare i nostri studenti, non possono venire a scuola terrorizzati da questi episodi, loro vengono prima di tutto! Prima dei numeri, prima del nostro lavoro, noi dobbiamo permettergli di studiare in un ambiente sicuro. I responsabili di questi episodi vanno allontanati per il loro stesso bene, in quanto sono ormai così abituati all'impunità da poter pensare di organizzare un pestaggio addirittura a scuola. Dobbiamo insegnargli ora che ogni azione criminale ha delle conseguenze. O è più probabile che capiscano che loro sono dalla parte della ragione, e il modo migliore per risolvere i loro problemi relazionali con i coetanei è la violenza. E gli altri studenti, vedendo tollerati questi gesti e i responsabili continuare a frequentare la scuola, non impareranno forse che vale la legge del più forte mentre le vittime vengono a scuola nel terrore, creando un pericoloso circolo di imitazione. Questo è un punto di non ritorno, dobbiamo dire a voce chiara che questi studenti noi non li vogliamo nella nostra scuola, probabilmente devono essere seguiti in un altro modo, in un altro posto, in altre condizioni. Se non cambiamo rotta adesso come istituto e diamo un segnale forte che certi comportamenti non solo non sono accettati, ma sono denunciati, sanzionati e allontanati, inevitabilmente questi episodi saranno sempre più frequenti e porteranno a conseguenze potenzialmente peggiori. Dobbiamo dare un segnale subito! Non domani, adesso!».
Gli studenti
Preoccupazione era stata già espressa dagli studenti di una classe del Volta, evidenziando anche per altri episodi che avrebbero riguardato l’istituto e per il clima all’interno della scuola: «Non si parla di qualche episodio – ha scritto una classe –, ma della quotidianità che essendo impunita continua a sussistere nell’ambiente che dovrebbe essere il più sicuro per noi studenti. Queste lamentele ci sono anche da parte dei docenti e collaboratori scolastici, che non si sentono sicuri nel loro posto di lavoro e impauriti di eseguire i propri compiti». Proprio da alcuni docenti arriva la richiesta di provvedimenti in seguito ai fatti di mercoledì: «I responsabili di questi episodi vanno allontanati per il loro stesso bene, in quanto sono ormai così abituati all'impunità da poter pensare di organizzare un pestaggio addirittura a scuola».
