Anziana sbranata da due cani: i proprietari devono risarcire 230mila euro
Il giudice ha bollato come «sconsiderata» la loro gestione di due Amstaff che hanno ucciso la donna
SASSUOLO. Sono stati condannati a pagare 230mila euro di risarcimento, tra danni e spese legali, i proprietari dei cani Amstaff che la sera del 12 ottobre 2021 sbranarono l’89enne Carmen Gorzanelli a Sassuolo. Come riporta il Corriere di Bologna, il Tribunale Civile di Modena, tramite il giudice Eugenio Bolondi, ha emesso l’11 febbraio un’articolata sentenza di condanna del comportamento dei padroni dei cani, bollando come «sconsiderata» la loro gestione di due Amstaff, cani che possono diventare estremamente pericolosi, come purtroppo questa tragedia ha dimostrato.
La tragedia
Erano le 19 circa quando l’anziana, che soffriva di demenza senile avanzata, sfuggì alla sorveglianza della sua badante uscendo dal proprio appartamento e, dopo aver percorso un breve tratto di strada, introducendosi attraverso il cancello aperto nel cortile di una villetta in via Marco Polo. Qui venne subito aggredita dai due cani (di un anno), che probabilmente agirono per istinto di protezione verso la figlia 13enne dei proprietari di casa. Era lì in cortile, e aveva aperto il cancello elettrico in accordo con la madre, che al telefono le aveva detto di stare arrivando. Invece, vedendo aperto, entrò nel cortile l’anziana, trovando la morte.
«Condotta sconsiderata»
La figlia della vittima ha intentato una causa civile per il risarcimento del danno provocato dalla perdita della madre in modo così terribile. Non è stato possibile chiamare in causa la badante, perché è morta prima del suo avvio. I padroni dei cani si sono difesi parlando di evento fortuito ed eccezionale nella sua dinamica. Ma il giudice ha respinto in toto questa linea, ritenendo invece sussistenti «plurime condotte gravemente colpose riconducibili alla sfera di controllo». Il giudice sottolinea intanto che il proprietario di cani di questo tipo «ha doveri di diligenza e prudenza all’evidenza assai superiori rispetto a quelli di animali di stazza e potenziale pericolosità inferiori, che gli impongono, come minimo, a maggior ragione in contesto di vita cittadino, di provvedere a loro immediato addestramento professionista – cosa di cui non risulta si sia mai curato – e di creare, specie per i momenti di propria lontananza da casa, apposito luogo di ricovero idoneo a scongiurare contatti con terzi. Cosa non avvenuta, dato che i due quadrupedi erano, come sempre, liberi in giardino». In casa c’erano solo le due figlie, di 13 e 5 anni, «fisiologicamente del tutto incapaci di governare simili animali».
La decisione del giudice
Ma il giudice biasima anche la condotta «invero sconsiderata – a maggior ragione poiché posta in essere da chi ben sa che all’interno del proprio giardino scorrazzano indisturbati due cani di quella stazza e forza – di aver fatto azionare da parte della minore l’apertura automatica del cancello esterno che dava sulla strada, così eliminando ogni barriera tra gli animali e l’esterno, per di più in un momento in cui – a differenza di quanto da essa riferito – la madre non era certo così prossima a fare ritorno, come dimostra il fatto che ha fatto ingresso nel cortile quando l’89enne era già spirata, dunque a svariati minuti di distanza». Si tratta per il giudice di «una condotta inescusabile». Da qui, alla luce di tutti parametri tabellari, la condanna dei proprietari dei cani al pagamento di 215mila euro di danni e altri 14mila di spese legali, circa 230mila ero in tutto.
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