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L’ultima telefonata di Daniela Ruggi fu a un anziano di Montefiorino

Daniele Montanari
L’ultima telefonata di Daniela Ruggi fu a un anziano di Montefiorino

Venne fatta alle 17 del 20 settembre. Poi solo traffico dati dal suo telefono, finché alle 23.38 si è spento. Formalizzata la richiesta di archiviazione del fascicolo a carico di Lanza

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MONTEFIORINO. L’ultima telefonata di Daniela Ruggi fu a un anziano di Montefiorino. Lo chiamò dopo aver sentito l’amico Domenico Lanza. Poi diverse ore dopo, la sera del 20 settembre 2024, il suo telefono ha smesso per sempre di funzionare.

Sono gli ultimi sviluppi nelle indagini sulla morte della 31enne di Vitriola.

L’ultima chiamata

Dai tabulati emerge che dopo il suo rientro a casa dall’ospedale di Sassuolo, verso le 22 del 18 settembre, Daniela in realtà ha continuato a telefonare per due giorni. Quindi l’ultimo avvistamento risale alla sera del 18 settembre, ma l’ultimo contatto telefonico al 20. Utilizzava lo smartphone Kingkong della Cubot che le aveva regalato Lanza. Ebbene, risulta che l’ultima chiamata sia stata alle 16.58 a un 80enne di Montefiorino. Poi dal suo telefono non sono partite più chiamate: solo traffico dati fino alle 23.38. Poi silenzio per sempre. L’anziano è già stato sentito dai carabinieri subito all’avvio delle ricerche per la scomparsa, ma non è mai emerso nulla di sospetto nei suoi confronti. Pare sia stato lo stesso in questi giorni, quando è stato risentito dopo aver avuto la certezza – tramite il teschio ritrovato alla torre di Pignone – che Daniela era morta.

Lanza

Un’ora dopo, alle 15.58, sempre del 20 settembre, Daniela aveva invece chiamato l’amico Domenico Lanza. Che dunque non è stato l’ultimo, ma il penultimo ad aver avuto sue notizie. Ma a distanza di tanti mesi, lui non ricorda i contenuti di quella telefonata di poco più di 8 minuti: «Non ricordavo nemmeno che ci fosse stata – sottolinea – me l’ha detto adesso il mio avvocato (Fausto Gianelli, ndr) che dai tabulati risulta avvenuta. Non so cosa ci siamo detti, penso nulla di particolarmente importante, altrimenti me ne sarei ricordato. Mi ricordo solo che in quei giorni ero senza macchina, quindi anche se aveva bisogno, non potevo portarla da nessuna parte».

Venerdì è stato notificato agli avvocati Deborah De Cicco (che difende Alberto Ruggi, fratello di Daniela) e Guido Sola (che assieme a Elena Lenzini tutela la madre e la sorella di Daniela) la richiesta di archiviazione dell’indagine a carico di Lanza per sequestro di persona. Come era stato anticipato dalla Gazzetta nelle settimane scorse, il pm Laura Galli si è trovata concorde con la richiesta presentata dall’avvocato Gianelli, non ravvisando elementi a carico di Lanza.

I legali dei famigliari hanno 30 giorni di tempo per presentare, se vogliono, opposizione all’archiviazione. «No, non abbiamo nessuna intenzione di farlo» sottolinea l’avvocato De Cicco. In assenza di opposizione, il giudice ha sempre facoltà discrezionale, ma è probabile che a questo punto per Lanza – dopo i dissequestri di casa e auto avvenuti nei giorni scorsi – arrivi la tanto sospirata chiusura del suo caso.

«È quello che mi auguro davvero – commenta – dopo più di 400 giorni senza nessun riscontro».

Intanto, gli inquirenti attendono di entrare nella torre di Pignone, a Vitriola, alla ricerca degli altri resti di Daniela. I tempi potrebbero allungarsi, per la necessità di aprire una nuova stradina per la torre adatta a portare su gru e cestelli necessari per rimuovere in sicurezza le macerie dall’alto.