«Punire gli studenti violenti non risolve. Serve un’educazione mirata»
Il prof Enrico Malmusi del Volta di Sassuolo: «Se allontaniamo i nostri alunni, abbiamo fallito»
SASSUOLO. All’Istituto Volta di Sassuolo ci sono professori che non ritengono che l’allontanamento dalla scuola di ragazzi bulli e aggressivi sia la soluzione al problema. Come il professore Enrico Malmusi, Rsu di Flc Cgil.
Professor Malmusi, come insegnante cosa rileva nei giovani?
«Rileviamo nei giovani un grande malessere dovuto anche alla scarsa capacità di affrontare frustrazioni, sfide e gestire i conflitti in modo sano facendo del confronto un punto di forza. Spesso opinioni divergenti portano a risse, liti, insulti che diventano sempre più accese, sempre più frequenti e soprattutto già a partire dalla prima superiore».
Cosa fa la scuola in questo momento?
«Fino a questo momento la scuola ha provato a gestire le varie situazioni ma ci troviamo davanti a un malessere diffuso. Alcuni studenti stanno promuovendo una raccolta firme per chiedere di poter vivere la scuola in modo sereno e sicuro. Come adulti abbiamo la responsabilità di agire per ricostruire un clima sereno all’interno del nostro istituto e al contempo garantire la sicurezza di tutti».
Cosa dovrebbe fare allora?
«Quello che manca oggi è la possibilità dei docenti e dei singoli consigli di classe di poter intervenire in modo rapido ed efficace. È urgente ridurre i tempi di azione e garantire interventi educativi mirati e tempestivi, prevedendo progetti personalizzati durante l’attività didattica anche con il supporto di esperti e con associazioni del territorio. L’iter burocratico richiede spesso tempi troppo lunghi che inficiano l’efficacia dell’intervento educativo. Questo chiaramente genera l’idea nei ragazzi di non essere sufficientemente supportati dall’adulto. Abbiamo bisogno di revisionare il regolamento disciplinare e renderlo più attuale alle esigenze dell’istituto e degli studenti».
Lei è d’accordo con quanto hanno scritto i colleghi che vedono l’allontanamento come soluzione?
«Premetto che la priorità deve essere garantire un contesto educativo adeguato e funzionale e dobbiamo fare tutti gli sforzi per non perdere nessuno studente. C’è la necessità di affrontare queste sfide con determinazione, senza nascondere la polvere sotto il tappeto, senza falso buonismo, consapevoli che il ruolo del personale scolastico, delle famiglie e della dirigenza è fondamentale. Oggi ci troviamo davanti anche ad alcune famiglie che accusano noi docenti di fomentare le paure dei ragazzi e di non essere abbastanza attenti come accaduto venerdì in consiglio di istituto. Quindi il punto non è quello di addossare colpe: abbiamo bisogno di lavorare tutti dalla stessa parte facendo funzionare in modo fattivo e reale i soggetti presenti nella scuola e che svolgono un ruolo educativo fondamentale alla co-costruzione del futuro dei nostri ragazzi. Il ruolo delle famiglie è indispensabile come alleanza educativa. Ogni caso è a sé ma il ruolo del consiglio di classe deve rimanere fondamentale. Abbiamo bisogno, come lavoratori, di sentirci sostenuti e di poter esercitare il ruolo educativo in maniera libera per ottenere i risultati migliori, senza interferenze».
