Ceramiche Ascot – Dom, sciopero dei 69 lavoratori contro il fermo produttivo per carenza di commesse
Presidio davanti ai cancelli dell’azienda a Solignano di Castelvetro, rilevata nel 2020 dalla multinazionale inglese Victoria Plc: Filctem Cgil e Fesica Confsal e Rsu chiedono la convocazione di un tavolo di confronto
CASTELVETRO. Sciopero per l’intera giornata di oggi, lunedì 16 febbraio, dei 69 lavoratori di Ceramiche Ascot – Dom di Solignano di Castelvetro di Modena. Previsto il presidio davanti ai cancelli (strada Statale Statale 569, Solignano Modena) per tutta la giornata.
La protesta
L’azione di lotta – si legge in una nota – è stata indetta dai sindacati di settore Filctem Cgil e Fesica Confsal insieme alle Rsu per la decisione aziendale di sospendere l’attività produttiva a partire dai primi di marzo per carenza di commesse e fino a data destinarsi.Questa decisione è stata comunicata all’incontro con i sindacati e le Rsu il 9 febbraio scorso. «Alla richiesta se il fermo fosse solo temporaneo, non è stata data nessuna garanzia e il silenzio/imbarazzo della direzione aziendale sulle ulteriori domande della Rsu sulla possibile ripresa produttiva non ha dato nessuna certezza. In questi mesi lavoratrici e lavoratori dello stabilimento Ascot – Dom si sono adeguati alle continue richieste aziendali di modifiche organizzative, ai processi di ridimensionamento dell’organico, hanno perso salario a causa del ricorso agli ammortizzatori sociali, hanno visto lo spostamento di attività produttiva verso l’altro stabilimento Ascot Santa Maria ad Alfonsine (Ravenna), nell’auspicio che questa condizione rimanesse temporanea. A fronte delle mancate risposte e dell’incertezza per il futuro dello stabilimento, i lavoratori nell’assemblea del 11 febbraio hanno dato il mandato alle organizzazioni sindacali di proclamare lo stato di agitazione permanente, il blocco di flessiblità e straordinari e una prima giornata di sciopero per oggi, 16 febbraio».
La richiesta
Filctem, Fesica e Rsu – viene specificato nella nota – «rimangono comunque disponibili al dialogo e a trovare una soluzione, e chiedono alla direzione aziendale di convocare un tavolo di confronto quanto prima». Intanto il futuro di 69 lavoratori dell’azienda ceramica, rilevata nel 2020 dalla multinazionale inglese Victoria Plc, riesta pieno di ombre.
