Accusato di aver assoldato un killer per uccidere l’ex moglie: assolto
Il caso a Novi. Il giudice ha ritenuto privo di consistenza quanto sostenuto dalla donna
NOVI. Era accusato, secondo quanto denunciato dall’ex, di avere ingaggiato un sicario dal carcere per ucciderla. Ed era finito a processo con le accuse di stalking, violenza privata e violenza sessuale. Dopo una complessa fase istruttoria al termine della quale anche la Procura, insieme alla difesa, ha chiesto l’assoluzione, ieri l’imputato è stato assolto «perché i fatti non sussistono» e dichiarato immediatamente libero.
La sentenza
Dopo essere stato detenuto era finito ai domiciliari a Novi di Modena, in seguito al carcere. La sentenza è stata accolta tra gli applausi dei parenti dell’imputato, arrivati alla Corte d’Assise per assistere alla decisione del collegio di giudici presieduto da Cristina Beretti, a latere Luigi Tirone e Greta Iori. Prima della sentenza vi è stata la discussione delle parti. Come detto, Procura, rappresentata dalla pm Piera Giannusa, e difesa, l’avvocata Francesca Malagoli del Foro di Modena, hanno evidenziato le contraddizioni evidenziate dalla parte offesa. Secondo la difesa, infatti, la parte offesa si sarebbe rivelata inattendibile e avrebbe rivolto all’imputato accuse gratuite dettate sulla base dei gravi precedenti dell’uomo. La difesa ha evidenziato che non vi sono riscontri, bensì smentite documentate da un consulente e da testimoni. E tutto sarebbe riconducibile al rancore nutrito per via di un tradimento confessato dall’imputato.
L’accusa
Completamente opposta la tesi esposta dall’avvocato di parte civile Marco Gatti, che tutela la donna. Davanti ai giudici il legale ha evidenziato le varie traversie sofferte dalla parte civile soffermandosi anche su precedenti quali una sparatoria per motivi di gelosia, nel 2021, al rivale. Episodio per cui l’imputato era già stato condannato. Il procedimento di ieri riguarda ciò che è accaduto in seguito: secondo l’accusa il 40enne, tramite i colloqui con il figlio maggiorenne, continuava in modo assillante nella volontà di controllo dell’ex moglie, minacciandola di morte, offendendola, mostrando di conoscere gli spostamenti di lei, facendo vedere a un’amica della donna una pistola. Un comportamento portato avanti per anni, a partire dal 2022. Gli altri addebiti riguardano invece l’11 ottobre 2023 quando, fuori dal carcere in permesso, nell’abitazione familiare l’uomo impugnando un coltello da cucina avrebbe costretto l’ex moglie a un rapporto sessuale, filmando il tutto e minacciandola di mandare il video al compagno di lei. L’avvocato Gatti di parte civile aveva chiesto che venisse riconosciuta la responsabilità penale, insieme al risarcimento di 50mila euro e una provvisionale di almeno 25mila.
