Sigma: a Modena, Mirandola e Carpi chiusure a tempo e 30 posti a rischio
In città chiuderà il market di via Nobili
MODENA. È a rischio il futuro lavorativo di una trentina di dipendenti modenesi – 6-7 a Modena, 13 a Mirandola e 8 a Carpi – operativi nei market a marchio Sigma di proprietà del gruppo cooperativo Realco di Reggio. Per ora le chiusure sono definite “temporanee” e scatta tra pochi giorni la cassa integrazione, ma certo la preoccupazione di questi lavoratori, e degli altri 11 negozi del territorio regionali nella stessa condizione, è alle stelle. «I colleghi sono preoccupati per la crisi aziendale e le grosse incognite sul loro futuro – dice Thomas Bonacini, membro della segreteria Filcams Cgil di Modena – perché dal punto di vista umano non vedono l’ora sia anzitutto sbloccato lo stipendio di gennaio che debbono ricevere. Poi vorrebbero la necessaria continuità con l’inizio della cassa integrazione in modo tale da non andare in difficoltà con il proprio reddito da lavoro».
I fatti
Ma riavvolgiamo il nastro. A fine gennaio la nota cooperativa reggiana dei marchi Sigma (“Società interregionale gruppi mercantili associati” è il significato della sigla), Economy ed Ecu, fondata nel 1959, dopo le prime voci relative a difficoltà economiche ha spiegato in un comunicato che «rassicuriamo dipendenti, soci, fornitori e clienti finali sulla continuità della operatività e sulle prospettive future. Potranno esservi limitazioni dei livelli di servizio nella fase attuale, sino all’accesso al concordato preventivo e nella fase preliminare del medesimo, ma non è in discussione la prosecuzione dell’attività aziendale visto che il nuovo piano in via di predisposizione è imperniato sull’aggregazione di Realco con uno dei principali gruppi della Grande distribuzione organizzata, in via di selezione». L’azienda - che ha chiesto accesso al concordato preventivo - non ha voluto aggiungere ulteriori informazioni, anche se la situazione appare appunto delicata soprattutto dal punto di vista dei dipendenti e dei clienti che anche a Modena, Carpi, Mirandola si vedono così sottratta per ora temporaneamente una possibilità di spesa in un negozio dal marchio noto.
I punti vendita che chiuderanno
In tutto sono 13 i punti alimentari che sospendono le vendite. Quelli di Modena in via Nobili 91, di Carpi in via Cuneo 47 e di Mirandola in via Circonvallazione 111 cui si aggiungono il Sigma Corticella nel Bolognese, uno a testa a Ravenna e Cesena, tre nel Piacentino e il negozio a Brescello di Reggio, oltre a due Ecu sempre a Reggio e Piacenza. «La chiusura temporanea che è stata annunciata – prosegue il sindacalista Bonacini – significa che per ora i punti vendita debbono chiudere con i lavoratori del gruppo che vanno in cassa integrazione con gli ammortizzatori sociali, fino a un massimo di un anno anche se noi speriamo se ne faccia di meno. Il nostro auspicio infatti è che arrivi presto una azienda della grande distribuzione a rilevare tutto portando dunque continuità ed evitando di fare uno spezzatino tra i marchi, visto che questo gruppo è storico e importante in Emilia Romagna. Che tempi ci attendiamo? Non si sa, la cassa integrazione parte il 23 febbraio a patto che per quella data si riescano a fare le “chiusure” mettendo in sicurezza i vari negozi. Riapertura? Al momento non è possibile fornire date».
Preoccupazione anche in Regione
Anche la Regione Emilia Romagna, oltre ai lavoratori e ai sindacati, è ovviamente preoccupata e attenta alla situazione in divenire. «Lavoreremo – spiega l’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia – dando un contributo alla procedura concorsuale per favorire l’ingresso di nuovi soggetti operanti nella grande distribuzione organizzata. Questa è una delle maggiori crisi che abbiamo affrontato in Emilia-Romagna negli ultimi anni, sia per il numero importante di lavoratrici e lavoratori sia perché impatta i servizi essendo anche coinvolti punti vendita posti in località o piccoli comuni. La Regione inoltre chiederà al sistema bancario di anticipare ai lavoratori in cassa integrazione le cifre che saranno corrisposte attraverso l’ammortizzatore». Attualmente le difficoltà della Realco rischiano di coinvolgere fino a 1.500 addetti tra diretti e indotto e finora si sono concretizzate con il deposito al Tribunale di Bologna di una richiesta di concordato mentre il gruppo stesso ha annunciato in tutto la cassa integrazione per 352 persone. Peraltro non è escluso che le difficoltà possano riguardare anche altri punti vendita che per ora restano aperti, come il Sigma di via San Giovanni Bosco a Modena e i due Ecu di via Giardini e di via Emilia Est.
