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Sicurezza

Doppia spaccata in pochi giorni al negozio Sport Life di San Faustino a Modena

di Maria Sofia Vitetta
Doppia spaccata in pochi giorni al negozio Sport Life di San Faustino a Modena

L'allarme: «Nel quartiere la situazione sta peggiorando: chiediamo più controlli»

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MODENA. In questi giorni, per passanti e clienti la visuale sulla merce esposta in vetrina è diversa. Non si tratta di un cambio di illuminazione o di allestimento dei prodotti: prima di osservare abbigliamento e attrezzature sportive in vendita, lo sguardo cade immancabilmente sul vetro solcato da incrinature diffuse. Davanti al negozio, a pochi passi dall’ingresso, giace la grata metallica di un tombino utilizzata per causare il danno.

La denuncia

Nella notte tra il 7 e l’8 febbraio la vetrina dell’attività modenese Sport Life, in via Giardini 264, di fronte alla chiesa parrocchiare di San Faustino, è stata trasformata in un bersaglio. «Vorrei denunciare il grosso disagio a cui siamo giornalmente sottoposti in zona San Faustino. Gradiremmo più attenzione da parte delle Forze dell’ordine alle quali ci siamo già rivolti per la denuncia. Sia di giorno che di notte si avvicendano nella zona bande di teppisti e vari balordi», ha scritto il titolare Maurizio Barbari al nostro giornale, parlando dell’accaduto insieme al fratello Paolo. Una scelta motivata dalla reiterazione del gesto. Sì, perché il negozio è stato preso di mira una seconda volta, nella sera del 16 febbraio, quando era chiuso. «Hanno riprovato a fare lo stesso con un altro tombino funzionale allo scolo dell’acqua. Speriamo non scelgano di ripassare, soprattutto prima che i vetri vengano cambiati».

Ipotesi atto vandalico

Non si sa chi abbia commesso il gesto e per quale motivo lo abbia fatto. «Ho chiesto ai vicini, ma non hanno né sentito né visto nulla. E non disponiamo di videocamere esterne. Le installeremo per cercare di prevenire questi atti». I responsabili non sono mai riusciti ad entrare in negozio. «Sembra un atto vandalico piuttosto che un tentativo di effrazione, ma non sappiamo quale sia il reale motivo», ha aggiunto Paolo Barbari, ricostruendo la vicenda. Eppure non è stato il 2026 a portare novità. «Già tre o quattro anni fa si era verificato un tentativo di furto e avevano spaccato le vetrine».