«Garantite un futuro alla Gambro-Vantive»: sciopero e presidio dei 500 lavoratori
Davanti allo stabilimento dell’azienda biomedicale di Medolla anche i sindaci della Bassa modenese e del Mantovano, gli assessori regionali Vincenzo Colla e Giovanni Paglia e altri rappresentanti delle istituzioni
MEDOLLA. Sono rimasti in piedi per ore, dalle otto del mattino fino alle 16. Con un presidio davanti ai cancelli della Gambro-Vantive di Medolla, i cinquecento lavoratori e lavoratrici dello stabilimento hanno aderito all’unanimità allo sciopero, protestando per la decisione di vendita comunicata il 16 febbraio, durante il tavolo regionale, dai manager corporate in rappresentanza del fondo proprietario americano Carlyle.
Le nubi sul futuro
A prospettarsi è un passaggio di proprietà che porta con sé numerose incertezze. Il futuro dell’azienda sembra appeso a un filo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro. «In seguito all'incontro di dicembre in Regione aspettavamo un piano industriale. Ora, invece, è stata comunicata l’intenzione di vendere: non sappiamo se l’intero sito o una sua parte, a chi, come, in quali tempi», ha spiegato Luca Bortolotti, delegato della Filctem Cgil, uno dei sindacati che, insieme a Femca Cisl, Uiltec Uil e Rsu, ha partecipato alla manifestazione per esprimere sostegno e vicinanza ai dipendenti.
E se il distretto biomedicale di Mirandola rappresenta una punta di diamante del settore, non solo a livello italiano, deve essere tutelato. Si parla di un patrimonio aziendale che aggrega competenze, ricerca e sviluppo, produzione. Preoccupa la possibilità di una “vendita a spezzatino”, come l'ha definita Alessandro De Nicola, segretario generale di Cgil Modena: «Significherebbe porre una pietra tombale sul futuro dello stabilimento. Bisogna dare un segnale anche all'intero territorio. Ci sono ancora le condizioni per poter produrre, le conoscenze, le intelligenze dei lavoratori. Servono, però, delle aziende che abbiano finalità industriali, serie, non fondi o realtà interessate al guadagno di breve periodo».
Sono in molti a temere una dannosa frammentazione, che potrebbe portare ad un indebolimento del sito e dell’intero distretto. «Nel momento in cui molte società entrano, comprandone un pezzettino, si perde la professionalità, la ricerca e lo sviluppo», ha commentato Lucio Zinno, rappresentante della Femca Cisl e lavoratore della Gambro-Vantive. «È già successo ai nostri cugini della ex Bellco, attualmente Mozarc, che è stata spezzettata: sono entrate società e aziende multinazionali come la LivaNova, ma anche la cordata sino-svedese, NorrDia/Tian Yi Medical». La voglia di dimostrare desiderio e volontà di continuare il proprio lavoro, oggi, sono stati all’ordine del giorno. E se il mercato dell’emodialisi non interessa più, la speranza è quella di poter rimanere nel settore «di ricerca e terapie per altri organi». Sì, perché secondo quanto emerso dalle parole di Zinno, Vantive non ritiene più che lo stabilimento sia strategico e remunerativo: «è uscito da alcuni mercati italiani e europei. Inoltre, da quando siamo all'interno del fondo Carlyle, non è stato investito un euro su questo stabilimento».
Il sostegno di sindaci e istituzioni
Durante il presidio sono intervenuti Vincenzo Colla, vicepresidente dell’Emilia Romagna, e Giovanni Paglia, assessore regionale al Lavoro. Le numerose figure istituzionali - tra cui i sindaci dei Comuni dell’Area Nord - lo hanno ribadito a parole e con la loro presenza al presidio: “Non siete soli”. Alle ore di sciopero si sono aggregati i rappresentanti delle amministrazioni modenesi e mantovane, data l’alta percentuale di lavoratori provenienti da entrambe le province. «Crediamo che queste aziende meritino un'attenzione diversa. Ora si tratterà di individuare acquirenti seri che vengano non per fare speculazioni, ma impresa, perché in questo territorio si producono presidi medico-sanitari di alta qualità», ha sottolineato Alberto Calciolari, sindaco di Medolla. «Siamo il terzo distretto al mondo per la produzione a livello globale di tali manufatti e uno dei principali a livello europeo». La sindaca di Mirandola, Letizia Budri, ha aggiunto: «Come sindaci la nostra presenza è più che mai necessaria sia qui sia nel confronto con Regione e Governo, affinché si individuino acquirenti seri e prospettive di sviluppo solide».
L’assemblea pubblica
Se per adesso è possibile utilizzare solamente il termine “precarietà”, i dipendenti chiedono di poterlo sostituire con “certezze”. Per questo motivo sabato, alle 11, verrà organizzata un’assemblea pubblica presso il Teatro di Medolla. I progetti sulle prospettive dello stabilimento mancano realmente? O per il momento non si vuole che vengano a galla? Questo non ci è dato saperlo. Eppure, un ragionamento sull’importanza di riappropriarsi dell’economia locale lo si può fare. Lo ha sostenuto la senatrice Vicenza Rando. «Imprenditori del territorio competenti, coraggiosi e dotati di uno sguardo sul mondo potrebbero mettersi insieme per investire nel medicale».

