Codice Rosso, ecco “Semi di giustizia”: «In procura a Modena dieci casi al giorno»
Il progetto formerà giovani nell’ambito del Servizio civile universale
MODENA. «È la prima volta che viene fatta una cosa del genere. Io sono molto fiducioso, è una materia importantissima e delicatissima. I reati da Codice Rosso ci impegnano quotidianamente, pensate che ogni giorno la procura della Repubblica di Modena iscrive almeno una decina di procedimenti per reati di questo tipo». A parlare è il procuratore capo di Modena Luca Masini e l’occasione è la presentazione del progetto “Semi di Giustizia”, insieme al sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
Il progetto
Il progetto, inserito all’interno del Programma Intrecci di Comunità tra Modena, Ferrara e Forlì, ha ottenuto il finanziamento del dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale della presidenza del Consiglio dei ministri. Obiettivo è formare dodici giovani tra i diciotto e i 28 anni per aiutare nelle diverse fasi dei procedimenti penali riguardanti i casi di Codice Rosso. Le attività nelle quali verranno coinvolti i volontari del Servizio civile universale si articoleranno su tre macro ambiti di applicazione:
- un punto informativo per le vittime di reato;
- supporto gestionale nell’implementazione e digitalizzazione dei fascicoli dei reati del Codice Rosso;
- assistenza accompagnamento alle vittime di reato in fase pre e post udienza dibattimentale.
I commenti
Su quest’ultimo punto, il procuratore Masini ha sottolineato: «Qual è il momento più delicato e angosciante per una persona offesa da reato di Codice Rosso? È il momento in cui è costretta necessariamente a reincontrare il suo aggressore, il suo stalker. Ossia il momento in cui sarà citata e dovrà deporre nel processo. E credetemi, le ore della sala d’attesa prima di entrare in aula sono ore d’angoscia. Abbiamo previsto un servizio di assistenza fino all’arrivo al Palazzo di giustizia e di accompagnamento e permanenza nella sala d’attesa. Sarà una sala dedicata che stiamo realizzando con il presidente del tribunale di Modena. Le persone aspetteranno avendo a fianco un volontario che sarà formato». È intervenuto anche il sindaco Mezzetti: «Credo che questo progetto potrà rappresentare per i ragazzi un’occasione di formazione non solo professionale ma anche di crescita individuale, personale, umana. E potranno poi essere, eventualmente, protagonisti in percorsi nelle scuole e nelle università per testimoniare e raccontare quello che si vive in questi casi, quindi anche la drammaticità di chi è vittima di questo tipo di reati».
I dettagli
Il periodo di servizio volontario previsto sarà di 12 mesi, durante i quali si alterneranno momenti di alta formazione specifica, ad altri in cui i volontari potranno essere affiancati al personale in servizio e coinvolti nelle attività proprie degli uffici della procura. Grazie anche al coinvolgimento di figure specializzate del partner di progetto, l’Associazione Donne e Giustizia Odv, alle vittime di reato da Codice Rosso potrà essere garantito un percorso integrato che prevede informazione sui diritti, orientamento ai servizi dedicati e assistenza legale e psicologica durante tutto il percorso giudiziario. L’uscita del Bando per la selezione dei giovani è prevista nei prossimi giorni dove saranno indicati i criteri per partecipare. Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line (Dol).
© RIPRODUZIONE RISERVATA
