Atlete insultate e maltrattate: è bufera sull’allenatrice: «Ci chiamava balene e ciccione»
Il caso a Ferrara: tutto è partito dalla denuncia di una ginnasta carpigiana. Secondo l’accusa se la sarebbe presa con cinque atlete: «Balene, ciccione»
CARPI. Tutto sarebbe partito dalla segnalazione di una giovane atleta carpigiana. In apparenza sembra un venticello, invece è una bufera quella che sconvolge il mondo della ginnastica ferrarese e che si nasconde nelle accuse mosse dalla procura federale a un “mostro sacro”, Livia Ghetti, storica e affermata allenatrice della Ginnastica Estense Putinati di Ferrara e tecnico nazionale, che deve difendersi da un grande numero di accuse sui metodi utilizzati per allenare le giovani ginnaste, consistiti - così dicono i procuratori della Federazione ginnastica d’Italia - in sistematiche offese e violenze sia di tipo psicologico che fisico. Quello di Ghetti è un nome importantissimo nel mondo della ginnastica. Alla Putinati è stata allenatrice di atlete di altissimo livello, tra le quali le farfalle azzurre Alessia Maurelli (cinque volte campionessa del mondo e due bronzi olimpici) e Martina Santandrea (cinque ori mondiali e un bronzo olimpico). Il venticello è costituito dalle sanzioni disciplinari patteggiate da società e presidente per omissioni relative alla prevenzione di condotte violente, abusive e discriminanti (non aver diffuso ai genitori il nominativo del cosiddetto duty officer): 600 euro di sanzione pecuniaria e due mesi di sospensione per il presidente, ammenda di 1.200 euro alla società per responsabilità oggettiva, «con espresso invito agli incolpati ad astenersi, per l’avvenire, dal commettere altre mancanze disciplinari».
La bufera è però scritta nero su bianco proprio nella sentenza di patteggiamento, la numero 1 del 2026 del Tribunale federale della Federazione ginnastica d’Italia, che riporta una lunga lista di accuse a Ghetti, che si difenderà in un giudizio sportivo separato.
Insulti e offese
L’allenatrice è accusata di aver «proferito insulti» nei confronti di almeno cinque ginnaste, del tipo: «faccia da insulsa», «stupide», «cretine», «deficienti», «siete delle merde», «teste di cazzo», «non valete niente». E poi offese sul loro aspetto fisico quali: «balene», «ciccione», «maiali». «Le offese - dice la procura federale - generavano turbamento nelle ginnaste, in particolare alle più piccole, che scoppiavano in lacrime». Condotte tenute tra il 2022 e il 2025 che costituirebbero «abuso psicologico in ambito sportivo, specie in quanto le umiliazioni avvenivano in sede pubblica; dinamiche manipolative, sub specie della manipolazione autoritaria consistenti nell’instillare paura per ottenere obbedienza, nella svalutazione sistematica (critiche distruttive, mai costruttive) per ridurre l’autostima, nella colpevolizzazione (“non valete niente”) che sposta il problema sulle atlete, nell’uso del gruppo come arma, umiliando una ragazza davanti alle altre crea un clima di controllo; clima relazionale tossico, atteso che la ripetizione degli insulti e l’assenza di limiti emotivi indicano un clima di allenamento non sicuro, dove la prestazione sportiva viene associata al valore personale». Per l’accusa, «l’allenatrice utilizzava la vergogna come leva e i feedback che rendeva non avevano scopo tecnico, ma punitivo».
Avrebbe poi giocato sulla «dinamica di “power imbalance”, atteso che nel rapporto tecnico-atleta, soprattutto con minori, l’adulto gode di autorità, controllo del giudizio tecnico e potere sul ruolo agonistico dell’atleta e tale potere veniva usato da Ghetti in modo punitivo o umiliante, non consentendo all’allieva di difendersi e comportando una interiorizzazione del senso di inadeguatezza».
Tra le condotte contestate vi sono anche aggressioni fisiche. Avrebbe «sistematicamente» tirato i capelli e preso a schiaffi un’atleta, e in un’altra occasione, «in un impeto d’ira», avrebbe preso per il collo una ginnasta «scuotendola con forza e graffiandola». In un’altra occasione ancora avrebbe lanciato le clavette all’indirizzo di un’atleta. E poi lancio i cerchi ginnici. Avrebbe anche bloccato con la forza due atlete e con una forbice non adatta avrebbe tagliato loro le unghie ritenute troppo lunghe. Durante una competizione avrebbe piantato le unghie sul braccio di una ginnasta e l’avrebbe presa a schiaffi.
C’è anche altro. L’allenatrice è accusata di aver fatto proseguire l’allenamento a una ginnasta che aveva avuto una crisi epilettica ed era svenuta. A un’altra avrebbe fatto togliere il busto usato per curare i dolori alla schiena, praticandole dei massaggi e peggiorando la situazione. Viene contestato anche l’orario degli allenamenti, non compatibile con quello scolastico concordato per due ginnaste.
