Gazzetta di Modena

Modena

Il racconto

Dopo 45 anni una nuova gestione per il Bar della Stazione di San Felice

di Anna Pedrazzi
Dopo 45 anni una nuova gestione per il Bar della Stazione di San Felice

Una storia di lavoro, sacrifici e comunità iniziata nel 1981 e diventata, con il tempo, molto più di un’attività commerciale

3 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Si chiuderà, il 28 febbraio, un capitolo lungo quarantacinque anni per Giuseppe e Patrizia, marito e moglie, volti storici del “Bar della Stazione”, prima, e poi del bar Crizia nel cuore di via Mazzini. Una storia di lavoro, sacrifici e comunità iniziata nel 1981 e diventata, con il tempo, molto più di un’attività commerciale.

La storia

Il “Bar della Stazione” era stato aperto all’inizio degli anni Ottanta e per trent’anni è stato gestito da Giuseppe e Patrizia, (per tutti Patty) insieme alla sorella e al cognato. Un punto di riferimento per pendolari e cittadini, aperto dalle 5 del mattino fino alle 2 di notte.

«Si lavorava tantissimo – racconta Giuseppe – per coprire tutti gli orari eravamo in quattro. Era un bar che non si fermava mai». Dopo trent’anni, però, nuove direttive portarono alla chiusura del bar-tabaccheria della stazione. «Ci siamo ritrovati senza un impiego da un momento all’altro – spiega Giuseppe – È stato il primo grande imprevisto della nostra vita lavorativa». Nel 2010 la scelta di ripartire: un nuovo locale in centro, in via Mazzini, ancora in quattro soci. «Eravamo felici – continua Giuseppe – avevamo trovato una buona occasione per ricominciare e lo stavamo facendo a pieno ritmo». Ma la parentesi serena dura poco. Nel 2012, infatti, il terremoto colpisce duramente il territorio e anche il loro percorso. Il bar rimase chiuso per un anno e mezzo, i due soci uscirono dall’attività e Giuseppe e Patty si ritrovarono a dover reinventare tutto. «Anche noi, come molti altri, abbiamo subito una delocalizzazione della nostra attività, ci siamo spostati in tre container, vicino alla Coop e li abbiamo adattati a bar. Siamo rimasti lì sette mesi. Non è stato semplice, ma non abbiamo mai pensato di mollare».

Le difficoltà e il sostegno dei clienti

Superato il sisma, un’altra prova: la pandemia. «Anche quella è stata durissima: subito abbiamo chiuso, poi ci siamo organizzati subito con l’asporto. Intorno a noi vedevamo tante attività abbassare la serranda definitivamente». Eppure, nonostante le difficoltà, i quindici anni trascorsi nel bar nuovo, il Crizia, sono stati intensi. «Sono stati anni pieni di ostacoli, ma anche di grandi soddisfazioni – raccontano i proprietari – I nostri clienti ci hanno sempre sostenuto e con molti di loro ci lega un’amicizia che dura da oltre quarant’anni».

Se non fosse stato per l’età pensionabile e per i problemi fisici accumulati dopo decenni dietro al bancone, forse la storia sarebbe continuata. «Quando abbiamo iniziato avevamo vent’anni – continuano – Pensavamo di fare questo lavoro otto, massimo dieci anni e invece è diventata la nostra vita. Molti clienti sono gli stessi dei tempi del bar della stazione, sono habitué, arrivano e dicono solamente “Patty, il solito». Negli ultimi anni si sono aggiunti anche nuovi volti, complice la chiusura di altri locali”. Ancora oggi Giuseppe si alza alle 4.30 per cuocere le brioche, mentre Patty si occupa del servizio insieme al figlio Larry, entrato in attività dopo la malattia del padre.

Il futuro

Ora il testimone passa a nuovi proprietari che, il 2 marzo, apriranno il locale mantenendo il bar e ai quali, Patty e Giuseppe, fanno i migliori auguri e un grande in bocca al lupo. Per Giuseppe, però, la pensione non significherà addio al bancone». Continuerò a venire, ma dall’altra parte – dice con una punta di tristezza – mi unirò al “reparto dei signori”», sorride riferendosi al gruppo di clienti che ogni mattina si ritrova al bar per scambiare due parole. Patty, invece, alla domanda sul futuro risponde, con gli occhi emozionati, che per ora si concederà un po’di riposo. Lasciare il bar, ammettono, è un cambiamento radicale, ma il sentimento che prevale è la gratitudine. «A tutti i nostri clienti vogliamo dire grazie: per averci seguito, sostenuto, ascoltato e capito. E – concludono Patty e Giuseppe – grazie per tutti i momenti passati insieme».