Gazzetta di Modena

Modena

Nonantola, in centinaia per il funerale di don Gianni: «Aveva un cuore grande e gentile»

di Alessandro Annovi

	Il funerale di don Gianni a Nonantola
Il funerale di don Gianni a Nonantola

Il vescovo della Diocesi di Modena, monsignor Erio Castellucci, che ha celebrato la messa: «Persona dalla grande umanità»

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NONANTOLA. L'abbazia di San Silvestro I si è riempita nella giornata di ieri, 23 febbraio, per salutare un’ultima volta don Gianni Gilli. Centinaia di persone presenti, partendo dal vescovo della Diocesi di Modena, monsignor Erio Castellucci, che ha celebrato la messa con molti altri sacerdoti del presbiterio. «La gentilezza per don Gianni aveva preso una forma plastica, la forma dell’abbraccio – ha ricordato il vescovo nell’omelia – Nelle sue formelle riusciva a renderle più forti delle parole di una predica».

Le parole del vescovo

Nel ricordarlo, monsignor Castellucci ha ripreso una sua frase riguardo alla malattia che lo aveva colpito: «Io non sono chi sono per la mia salute fisica, io sono chi sono per i miei valori e per chi amo». Un artista, un educatore, un mentore, un padre spirituale e anche un visionario. Infatti, don Gianni fu uno dei primi a interfacciarsi con i social per cercare di renderli un medium adatto a condividere la propria fede e interfacciarsi con le generazioni più giovani. Molti i ragazzi presenti elle varie associazioni che il parroco aveva supportato negli anni o aiutato a fondare come nel caso degli scout Ranger di Nonantola e della Città dei Ragazzi. Tutti i presenti alla fine erano stati allievi di don Gianni Gilli ed erano presenti per omaggiare i suoi insegnamenti.

Il cordoglio di Giovanardi e la nipote

Tra questi anche l’ex senatore Carlo Giovanardi, che ha ricordato così il parroco: «Sono cresciuto con don Gianni quando era ancora alla Città dei Ragazzi. È stato una persona di grande umanità, estrosa e con il dono del talento artistico». Tra le istituzioni anche la sindaca di Nonantola, Tiziana Baccolini e la Vicesindaca di Modena, Francesca Maletti, che hanno accompagnato la bara fino al carro funebre alla fine della celebrazione. Prima del termine però c’è stato tempo per altri saluti, come quelli della nipote Francesca, che commossa ha parlato ai presenti: «Ricordo quando lo zio Gianni faceva delle foto a me e a sua madre per poi usarle come modelli per le sue sculture. Le faceva in salotto e c’erano blocchi di argilla ovunque. La sua arte non era solo fantasia, era concreta nel trasmettere i suoi pensieri e le sue idee. Per lui nulla sembrava impossibile».

Don Andrea

Ha parlato anche don Andrea, parroco di Baggiovara che ha espresso le ultime volontà di don Gianni, ovvero che si facesse una preghiera per gli operatori sanitari. «Il parroco è stato l’espressione più bella dell’amore universale, un uomo che sapeva accogliere senza giudicare, sapeva amare senza volere nulla in cambio», ha dichiarato Alessio Bardelli il quale, a inizio degli anni 90, organizzò una serie di spettacoli musicali per giovani, Notti d’Autore, con l’aiuto di don Gianni. Un ultimo saluto commovente nel finale, proprio quando la bara ha sceso la navata e sono suonate le note di “Arrivederci” di Marcello Giombini, canzone a cui il parroco era molto legato e usava per terminare le attività.