Donald Trump desecreta i dossier sugli Ufo: «Il fenomeno è riconosciuto» - Tutti i casi più famosi
Vladimiro Bibolotti, presidente emerito del Cun (Centro ufologico nazionale): «Il tema riguarda la sicurezza nazionale»
MODENA. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato pochi giorni fa che renderà per la prima volta pubblici i documenti governativi finora riservati relativi agli Ufo e alla vita aliena. La notizia, oltre a suscitare curiosità, attesa e forse anche un po’ di timore, richiama alla memoria le immagini di film come “E.T. L’Extraterrestre” o “Incontri ravvicinati del terzo tipo” dedicati all’eterno mistero sull’esistenza di vite aliene. Gli avvistamenti, reali o presunti, in tutto il mondo di oggetti non identificati fanno parte di una narrazione di cui, fino ad oggi, sono mancate prove concrete. Vladimiro Bibolotti, presidente emerito del Centro ufologico nazionale (Cun) accreditato presso lo Stato Maggiore Aeronautica, racconta che il 14 luglio del 1947, cioè pochi giorni dopo il famoso caso Roswell avvenuto il 2 luglio 1947, il giornale “Reggio Democratica” pubblicò la notizia di un avvistamento avvenuto a Castelnovo Monti.
L’intervista all’esperto
Bibolotti, gli Ufo esistono veramente?
«L’argomento è molto serio perché riguarda la sicurezza nazionale: la violazione dello spazio aereo non autorizzato comporta che gli aerei militari si sollevino in volo e vadano a intercettare l’oggetto non identificato e quasi mai ci riescono. Ci è riuscita la Marina degli Usa come testimoniano i filmati autentici diffusi nel 2017. Bisogna inoltre ricordare che, su questa materia, sono state discusse 400 tesi di laurea nel mondo, di cui una ventina in Italia e altre in Università come Stanford e Harvard, che riportano l’addizione classica Ufo. In Vaticano, dove altresì il fenomeno è studiato, questi oggetti vengono definiti in latino “Res Inesplicata Volante”, perché l’identificazione è fuori di dubbio ma manca una spiegazione».
Com’è nato l’acronimo Ufo?
«Il primo avvistamento ufficiale fu fatto da un pilota civile che, il 24 giugno del 1947, che segnalò una serie di oggetti in fila dalle forme inedite a semi disco, cioè a “piattino”. Nello stesso anno nacquero la U.S. Air Force e una serie di agenzie di intelligence che, in ambito militare, decisero di dare il nome più dignitoso di Ufo, Unidentified Flying Object, cioè oggetto volante non identificato. In tempi più recenti c’è stato un riconoscimento della realtà del fenomeno che ha portato a coniare il nuovo acronimo Uap, Unidentified Aerial Phenomena, fenomeno aereo non identificato».
L’Italia detiene qualche primato in questo ambito?
«Lo Stato Maggiore Aeronautica è stato il primo al mondo a pubblicare i dati ufficiali degli avvistamenti Ovni (Oggetti volanti non identificati), cioè degli Ufo, segnalati nel nostro Paese dal 1972 a oggi. Sul sito dell’organo di vertice militare è disponibile per i cittadini un modulo precompilato per segnalare e descrivere gli avvistamenti che poi i carabinieri inoltrano allo Stato Maggiore. Questa possibilità ha segnato una rivoluzione culturale nei confronti del riconoscimento e dell’accreditamento del fenomeno. Oggi in rete sono disponibili anche le numerose interrogazioni parlamentari presentate in materia».
Perché spesso si associa l’acronimo Ufo all’idea che esistano altre forme di vita?
«Gli Ufo sono delle astronavi. In maniera semplicistica vengono associati agli extraterrestri perché questi oggetti sono un non senso per le nostre leggi fisiche e per le nostre aerodinamiche: nel campo della metallurgia nessun aereo resisterebbe all’attrito in volo vista la tipologia di acrobazie che questi oggetti fanno. Un velivolo esploderebbe, imploderebbe e nessun pilota resisterebbe alla scala di aumento della forza gravitazionale, cioè esploderebbe il corpo umano. La nostra tecnologia è talmente indietro per poter fare quelle cose che, come disse il presidente Truman nel 1952, nessuna nazione della terra è in grado di costruire queste cose».
Come si stabilisce se un avvistamento è vero, attendibile?
«Si incrociano i dati: innanzitutto si vede dall’ufficio meteorologico se al momento della segnalazione erano in corso temporali con fulmini particolari definiti globulari, per esempio. Poi si indaga sull’attendibilità del testimone e si cerca di individuare altri testimoni per capire se l’indagine è coerente, realistica. Si verifica sul campo e si applicano delle procedure di verifica. Inoltre non esistono zone in cui gli avvistamenti sono più concentrati, la frequenza della localizzazione cambia di anno in anno».
Il Cun lavora in rete con altri organismi?
«Il Cun è un ente privato, ora anche del terzo settore, Referente del Reparto Generale Sicurezza dallo Stato Maggiore Aeronautica e fu fondato nel 1966 da alcuni ex generali e piloti dell’Aeronautica. Nel corso degli anni ha portato avanti ricerche e studi sugli avvistamenti degli Ufo, collaborazioni istituzionali e collegamenti con altri centri internazionali. Il Cun è presente al simposio mondiale annuale che da 30 anni viene organizzato a San Marino dove si incontrato i più grandi ricercatori del pianeta, provenienti da Giappone, Usa, Brasile, Argentina, Canada, Australia... La documentazione elaborata è destinata a organizzazioni internazionali di rilevanza mondiale. La scelta è quella di essere chiari».
Cosa vi aspettate dai documenti Usa che verranno divulgati?
«Conferme di cose che ormai sappiamo già in maniera ufficiosa. Una volta si rischiava il carcere mentre oggi esiste un emendamento che impone ai piloti l’obbligo di segnalazione presso i reparti competenti. Il fenomeno è reale e riconosciuto come scientifico, non si capisce se terrestre o meno. Il documentario “The age of disclosure” riporta una testimonianza del Segretario di Stato Usa Marco Rubio che dichiara che le basi nucleari segrete vengono visitate da oggetti con tecnologie sconosciute che creano interferenze con tecnologie avanzatissime che non appartengono alla nostra civiltà».
I casi che hanno fatto storia
Da decenni, in tutto il mondo gli appassionati scrutano il cielo alla ricerca di segnali di una vita extraterrestre. Le notizie di presunti avvistamenti Ufo si susseguono periodicamente, a volte frutto di fervide fantasie, altre volte per fenomeni non del tutto spiegabili. Alcuni avvistamenti di Ufo (o Uap) accaduti negli ultimi due secoli sono rimasti nella storia come casi celebri.
- Il 24 giugno del 1947 l’aviatore statunitense Kenneth Arnold durante un’attività di ricerca di un velivolo militare andato disperso, notò nove insoliti oggetti volanti in schieramento vicino al Monte Rainier, Washington. Fu il principio di un’ondata di avvistamenti Ufo che si verificò negli Usa tra cui anche quello del famoso caso Roswell (1947), passato alla storia come il “mistero per eccellenza” con il presunto schianto di un oggetto volante non identificato e il successivo recupero da parte dell’esercito.
- Qualche anno dopo, nel 1952, numerosi avvistamenti radar e visivi sopra la capitale Usa presero il nome di “Carosello di Washington”.
- Più di recente, oltre ai filmati originali trapelati dalla Marina Usa e diffusi nel 2017, l’Air Force Base di Lagley è stata nel 2023 teatro di una sfilata di oggetti non identificabili per ben due settimane tenendo in allerta le autorità della Difesa.
- Anche l’Europa vanta una lunga serie di avvistamenti. La Svezia ha addirittura dedicato un monumento agli Ufo con una scultura realizzata nel 1963 per ricordare il presunto atterraggio avvenuto nel 1946 nella foresta della città di Ängelholm. Numerose segnalazioni avvennero nel 1954 soprattutto in Francia e in seguito, tra il 1989 e il 1990, sopra i cieli del Belgio furono notati numerosi oggetti triangolari con luci. Lo stesso anno in Scozia due escursionisti riuscirono a fotografare un velivolo a forma di diamante fermo a circa 30 metri di altezza.
- In Italia, a seguito dell’ondata di avvistamenti di Oggetti nolanti non identificati (Ovni) del 1978, l’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti designò l’Aeronautica Militare quale organismo istituzionale deputato a raccogliere, verificare e monitorizzare le segnalazioni inerenti fenomeni non spiegabili. Attualmente tale attività viene svolta dal Reparto Sicurezza dello Stato Maggiore Aeronautica, che raccoglie le segnalazioni dei cittadini veicolate attraverso i carabinieri previa compilazione dell’apposito modulo scaricabile dal sito internet. Tra il 2001 e il 2022 sono stati registrati 167 casi ufficiali in tutta Italia. Tuttavia altri avvistamenti avvenuti nei decenni precedenti sono rimasti nella storia del nostro Paese. Nel 1933 a Magenta, in Lombardia, si schiantò al suolo un oggetto volante non identificato e il caso divenne il fulcro di una teoria del complotto contro il regime. Il caso restò segreto per oltre sessant’anni e fu l’ufologo italiano Roberto Pinotti, attuale presidente del Centro ufologico nazionale (Cun), a renderlo pubblico. Tra i casi rimasti nella storia c’è anche la successione di avvistamenti diffusi di oggetti a forma di disco in movimento sopra il cielo di Firenze nel 1954 e “il caso Zanfretta” del 1978 quando l’escursionista italiano Pier Fortunato Zanfretta riferì di rapimenti alieni.
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