Arrestato per truffa e liberato con un foglio di via da Modena
Per l’accusa il 25enne napoletano ha tentato di farsi consegnare oro da due anziani. È stato sorpreso sotto casa loro in via Tobagi, ma l’avvocato incalza: «Non ci sono prove»
MODENA. Preso con l’accusa di tentata truffa ai danni di due anziani, il giorno dopo viene scarcerato perché nell’udienza per direttissima il giudice non convalida l’arresto.
L’arresto
Protagonista della vicenda un 25enne di origini napoletane. Secondo l’accusa, assieme a un complice ha messo nel mirino una coppia di anziani (91 anni lui, 78 lei) che abita in via Tobagi, zona sud della città. Martedì 24 febbraio verso le 15 il complice ha telefonato al 91enne dicendo di essere della Guardia di Finanza e comunicandogli che la targa della sua macchina era stata clonata da una banda di rumeni, che l’avevano utilizzata per compiere dei furti in abitazione. Bisognava dunque che il 91enne facesse l’inventario di tutto l’oro e i gioielli che aveva a casa, e sottoscrivesse una dichiarazione in cui in sostanza diceva di non avere nulla a che fare con i furti. Un finanziere sarebbe quindi venuto a casa sua a prelevare l’oro per esaminarlo con attenzione e attestare la veridicità delle dichiarazioni. È stata una telefonata lunghissima, di quasi un’ora. La moglie 78enne si è insospettita, e a un tratto ha preso la cornetta dicendo che secondo lei era una truffa. A quel punto il truffatore ha reagito indispettito, dicendo che sarebbero venuti ad arrestarli. La moglie ha quindi chiamato subito la figlia, che a sua volta ha chiamato il 112. È arrivata subito la Volante della polizia di Stato, che ha trovato sotto casa della coppia il 25enne che stava al telefono, sospettando che fosse l’incaricato di suonare alla porta per prelevare i preziosi. È stato quindi arrestato con l’accusa di concorso in tentata truffa. Perché materialmente alla fine la coppia non ha consegnato nulla.
L’udienza
Ieri mattina – 25 febbraio – il 25enne è comparso davanti al giudice per la direttissima, assistito dall’avvocato Maria Cecilia Ferraresi. Il legale si è subito opposto alla convalida dell’arresto, sostenendo che non c’erano prove contro il 25enne, che si trovava solo davanti all’abitazione ma non vi era entrato. Il pm si è opposto, sostenendo che il 25enne aveva sul cellulare i messaggi di qualcuno (il complice) che gli indicava proprio l’indirizzo della coppia. C’erano gli screenshot di questi messaggi, ma il legale ha rimarcato che una sentenza di Cassazione stabilisce che gli screenshot non sono acquisibili come fonti di prova senza autorizzazione. Il giudice ha convenuto, e il 25enne è stato liberato. Il questore però ha emesso nei suoi confronti un foglio di via da Modena.
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