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L’incontro

Una mattina di scuola con la Ferrari: «Driver Academy, sogni e futuro»

di Manuel Marinelli

	L'incontro al cinema Arena
L'incontro al cinema Arena

Marc Gené, Antonio Fuoco e Maya Weug al cinema Arena nell’evento “Guidare il talento”, nato dalla collaborazione tra il Cavallino Rampanto e la Gazzetta di Modena con gli studenti del progetto Scuola2030

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MODENA. Competizione costante, dove un decimo di secondo fa la differenza e i riflettori si accendono e si spengono a distanza di un giro. Un giorno sei un campione. Quello dopo un mediocre che non farà strada. Il mondo delle corse è così. Cavarsela non è semplice, il talento non basta. La Scuderia Ferrari Driver Academy nasce per questo: dare un supporto a 360 gradi ai giovani piloti. E ieri alcuni dei suoi protagonisti l’hanno raccontato a una platea di quattrocento studenti e studentesse delle scuole modenesi grazie alla collaborazione tra il Cavallino Rampante e il progetto della Gazzetta di Modena Scuola2030 al cinema Arena nell’ambito dell’evento “Guidare il talento”.

L’incontro

L’ex pilota e oggi Scuderia Ferrari Driver Academy advisor Marc Gené, il pilota vincitore della 24Ore di Le Mans e del Campionato Wec 2025 Antonio Fuoco e la vicecampionessa della F1 Academy Maya Weug sono stati intervistati dal direttore del nostro giornale Davide Berti e da una platea di giovani, curiosi di sapere tutto sulla loro vita e sulla loro carriera. E poi non è mancato un momento per foto e autografi, con i tre che si sono prestati con grande generosità. Perché in fin dei conti il parallelismo tra la vita dello studente e quella del pilota ci sta tutto. Interrogazioni, verifiche ed esami provocano emozioni comparabili a quelle che si provano durante una stagione di corse, tra gare, qualifiche ed allenamenti. Non sempre tutto va bene. Bisogna sapersi rialzare. L’obiettivo è stato permettere agli studenti di confrontarsi con le storie di alcuni protagonisti del mondo Ferrari su temi come il valore della preparazione e la gestione di sogni e ostacoli nel percorso formativo, attraverso la comparazione tra la vita dei piloti e quella degli studenti, partendo da Scuderia Ferrari Driver Academy: un esempio virtuoso di come Ferrari considera l’educazione un pilastro del suo impegno, investendo in progetti che valorizzano merito e formazione delle nuove generazioni.

Le parole

«Il talento è importante, deve esserci – ha raccontato Marc Gené – Noi cerchiamo ragazzi veloci, certo, e credo che il talento puro non si alleni, è una cosa che si ha oppure no. Però la percentuale più grossa sul successo di un pilota non la fa il talento, ma il lavoro, a lungo termine, ti porta di più. Con la dedizione si diventa perfetti, o meglio ci si perfeziona. Quindi sì, cerchiamo il talento. Ma anche l’attitudine, il modo in cui si affrontano le difficoltà». Antonio Fuoco e Maya Weug hanno portato la loro storia di giovani talenti scoperti e coltivati dalla Ferrari. Il pilota italiano è stato tra i primi - nel 2012 - a entrare a far parte del vivaio, centrando risultati di rilievo specialmente nel mondiale endurance, vincendo la 24 ore di Le Mans nel 2024 e il mondiale costruttori Wec nel 2025 con la Ferrari 499P. La giovane pilota – classe 2004 – è invece stata la prima donna ad accedere al programma giovani piloti della Ferrari, raggiungendo quest’anno il secondo posto in F1 Academy, il campionato organizzato dalla Fia riservato alle donne. «Quando sono entrata avevo 16 anni – ha raccontato Weug – mi sono trasferita dalla Spagna a Maranello. Devo dire che mi sono subito sentita a casa, sono cresciuta tantissimo e ho avuto grande supporto. Per me non esiste uomo o donna, esiste il pilota. Ora è bellissimo vedere tutte queste ragazze entrare nel mondo del Motorsport». Antonio Fuoco, oltre a raccontare la sua esperienza in Sfda («sono entrato che ero un ragazzino, avevo 12 anni») ha toccato un altro tema centrale della mattinata: la guida sicura. «Ci tengo a dire ai ragazzi di fare molta attenzione alla guida. Non bevete mai, non fate gli spericolati. Ci sono tanti modi per sfogare l’adrenalina, come andare in pista, un luogo sicuro. Ma non fatelo mai in strada» ha detto Antonio Fuoco.

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