Modena, l’eroe mancato che ha rincorso i fuggitivi: «Negli Usa finivo male...»
Il 35enne tunisino aveva quasi raggiunto uno dei ragazzi, ma ha desistito su ordine dei carabinieri. «Nella concitazione potevano scambiarmi per uno dei fuggiaschi»
MODENA. Dalla tragedia dell’incidente all’incrocio tra la Nonantolana e viale Menotti emerge anche la storia di un eroe mancato per un soffio. Lui vuole restare anonimo, ma il senso civico che ha mostrato in quegli attimi drammatici merita di essere raccontato.
È un giovane di 35 anni di origini tunisine, ma in Italia da quando ha 7 anni, perfettamente integrato. Quando si è verificato l’incidente, era all’interno del negozio Foto Vip Modena, venuto per il controllo di un computer. Sentito il boato dello schianto, è corso subito fuori a vedere cos’era successo. E non è stato con le mani in mano.
«Inseguito un fuggitivo»
«Ho visto i quattro giovani scendere dalla macchina e scappare subito – racconta – nel mentre ho visto arrivare i carabinieri. Ho capito subito che dovevano aver fatto qualcosa di male, e sono corso dietro a uno di loro. Aveva un maglione grigio e indossava i guanti, non so per quale motivo. L’avevo quasi raggiunto, quando un carabiniere mi ha fatto capire che ci avrebbero pensato loro. A quel punto mi sono fermato. So che poco dopo effettivamente l’hanno preso: va bene così, l’importante è quello».
«Se ero negli Stati Uniti...»
Gli amici si sono complimentati con lui per la generosità del suo gesto, e il coraggio dimostrato. Che però poteva anche costargli caro: sia perché il fuggitivo poteva essere armato, sia perché nella concitazione di quei momenti poteva essere confuso dai carabinieri con uno dei malviventi.
«Ho agito d’istinto, lì per lì non ci ho pensato – continua il 35enne – però i miei amici mi hanno fatto notare che ho corso un grosso rischio, in particolare con il carabiniere che mi ha fatto desistere dall’inseguimento. Aveva la pistola, poteva scambiarmi per uno dei quattro a bordo della macchina, in fuga anch’io come gli altri... Poteva anche spararmi. Per fortuna che si è reso conto subito che in realtà io volevo solo dare una mano a loro, volevo aiutare a prendere chi scappava. Mi è andata bene: dal colore della pelle si capisce subito che sono uno straniero, e potevo essere facilmente confuso con gli altri stranieri in fuga. I miei amici mi hanno detto che se avessi fatto una cosa così negli Stati Uniti, sarei sicuramente finito male, visto come si comporta la polizia là negli ultimi tempi. “Sei fortunato che sei in Italia” mi hanno detto. Ed è così: hanno ragione, ho corso un rischio bello grosso. Però in quel momento mi sentivo di farlo. E, alla fine, credo che lo rifarei».
