Scuole, 2500 firme contro i tagli: «I mega-istituti saranno ingestibili»
I sindacati si oppongono al dimensionamento a Fiorano e Maranello: «Gravi ripercussioni sulla gestione del personale e sulla qualità della didattica»
Sono già 2500 le firme raccolte in pochi giorni dalle federazioni sindacali scolastiche di Cgil, Cisl e Uil contro il dimensionamento scolastico che interesserà il Distretto ceramico. Il provveditore regionale Bruno Di Palma, nelle vesti di commissario ad acta del Governo ha disposto, a partire da settembre (anno scolastico 2026/2027) ha disposto il dimensionamento in tutta la regione e la forbice su Modena colpisce Fiorano e Maranello. Nello specifico, si accorpano gli istituti comprensivi di Fiorano e Bursi: d’ora in poi prenderanno il nome di Ic Fiorano. A Maranello si accorpano gli Istituti comprensivi Ferrari e il Carlo Stradi: il nuovo nome sarà Ic Maranello.
I sindacati
Un dimensionamento, secondo i sindacati, che «non sarà neutro». «Abbiamo ascoltato le dichiarazioni istituzionali – continuano i sindacati – secondo cui "nessuno sarà licenziato". Sappiamo bene che non si parla di licenziamenti. Ma è scorretto sostenere che non ci saranno conseguenze: nel medio e lungo periodo il dimensionamento può produrre soprannumerari nelle graduatorie interne d'istituto, con lavoratrici e lavoratori costretti alla mobilità perché divenuti perdenti posto, oltre a un inevitabile aumento del carico organizzativo».
«Troppo grandi»
Nasceranno quindi due “mega-istituti”: «A Maranello un unico istituto con 1.416 alunni, una sola dirigenza e una sola DSGA (Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi). A Fiorano invece un istituto con oltre 1.200 alunni, plessi diffusi sul territorio e analoga concentrazione di funzioni. Temiamo che nascano graduatorie interne unificate e il rischio soprannumerari con mobilità forzata. Inoltre, è possibile che si verifichi un sovraccarico delle segreterie e riduzione dei servizi». Secondo i sindacati, «gli istituti saranno difficilmente governabili: ci saranno collegi docenti enormi, plessi distanti, perdita di continuità didattica. Temiamo inoltre un peggioramento del benessere lavorativo, con ricadute su studenti e famiglie, oltre all’incertezza sulla rappresentanza negli organi collegiali e sulla continuità della partecipazione democratica. Ci saranno inoltre impatti sulle Rsu, relazioni sindacali e assetti organizzativi». Da qui, le richieste dei sindacati, rivolte al Ministero, all’ufficio scolastico regionale e Ambito territoriale: «In primis serve trasparenza immediata: pubblicazione completa di dati su organici, posti, segreterie, plessi e ricadute previste. Questo deve andare di pari passo con un modello organizzativo scritto per i nuovi istituti prima dell'avvio. Servono inoltre garanzie formali e verificabili sull'assenza di soprannumerari non solo nell'immediato, ma anche nel medio e lungo periodo. È necessario un tavolo permanente di monitoraggio con istituzioni, sindacati, scuole e famiglie. Chiediamo inoltre risorse aggiuntive reali, come personale e strumenti adeguati, non tagli mascherati da efficienza. Chiediamo alla politica di farsi garante di tutte le posizioni espresse nel presente documento», concludono i sindacati.
