Bombe su Dubai, decine di modenesi bloccati: «Dal cielo droni e missili, voli cancellati per una settimana»
Il racconto dei pallavolisti Zaytsev e Salsi: «È scattato l’allarme, le sirene e poi le bombe: siamo chiusi in hotel da giorni ma stiamo bene»
DUBAI. Alla finestra i cieli che si illuminano di rosso, il boato delle esplosioni. Sul telefono arriva un Sms stile protezione civile che consiglia di portarsi ai piani bassi, nei garage bunker, e di non uscire. E aprendo i social ecco migliaia di video di frammenti di droni che si abbattono sui palazzi. Sono tanti i modenesi che in queste ore stanno vivendo momenti di apprensione in tutto il Medio Oriente – Dubai su tutte – a causa della risposta armata dell’Iran agli attacchi mossi da Stati Uniti e Israele che hanno portato sabato alla morte dell’ayatollah Khamenei, guida suprema del regime teocratico. L’Iran ha lanciato droni sugli emirati, su quei paesi alleati di Washington simbolo del turismo e dell’apertura all’Occidente. C’è chi è lì per lavoro, chi ci vive da qualche tempo e – soprattutto – chi era lì in vacanza o doveva fare scalo in aeroporto. E ora dovrà attendere giorni prima di poter rientrare in Italia.
Il racconto di Zaytsev
Tra questi il pallavolista Ivan Zaytsev, modenese di adozione per i tanti anni con la maglia gialloblù, oggi schiacciatore del Cuneo, che si trova nella capitale emiratina per il Nas Tournament: «La contraerea ha risposto ai missili iraniani intorno all’una di notte (tra venerdì e sabato, ndr) , abbiamo sentito i boati delle esplosioni e nel cielo sono comparsi fasci luminosi simili a fuochi d’artificio, oltre a droni e mezzi aerei. Poco prima era scattato l’allert sui cellulari con l’ordine di rientrare nelle proprie case a causa di un imminente attacco missilistico. Sono suonate le sirene nella città, sono stati minuti di apprensione per tutta la squadra. La città si è improvvisamente svuotata, ognuno si è chiuso nelle proprie case, noi in hotel. Il Burj Khalifa, il grattacielo più alto al mondo, dopo essere stato attaccato dai droni, è stato evacuato. Oggi (ieri, ndr) la situazione è tranquilla, ma non lo stato d’animo generale. Siamo tutti in apprensione, temiamo altri attacchi, possono avvenire da un momento all’altro». Zaytsev e i compagni decidono di passare la giornata in hotel, come tanti turisti in visita nella capitale emiratina: «Teoricamente si potrebbe uscire – aggiunge – , in pratica le persone hanno paura. La Farnesina consiglia di limitare gli spostamenti, se non quelli essenziali, ed evitare luoghi sensibili come aeroporti, le stazioni e gli snodi logistici. Il torneo non è stato sospeso, e gli organizzatori sono in contatto costante con l’ambasciata italiana e quella emiratina per garantire la massima sicurezza di tutti i professionisti. Stiamo cercando di capire quando potremmo fare ritorno. Al momento, tutti i voli sono cancellati fino al 7 marzo».
Nicola Salsi
In 24 ore sono stati cancellati 5mila voli in Medio Oriente, e anche lo spazio aereo sugli Emirati Arabi è attualmente chiuso. Un incubo logistico che ha interessato decine di modenesi, lì per turismo o lavoro. Un’altra ex stella del volley modenese confinata al sicuro in albergo è Nicola Salsi, palleggiatore del Cisterna negli Emirati anche lui per il Nas Tournament: «Stiamo tutti bene, e questa è la cosa fondamentale – rassicura Salsi – . Mentre facevamo allenamento c’è stato il primo scoppio a 15-20 chilometri da qua. Poi, alla sera, mentre eravamo in camera abbiamo visto le esplosioni dei missili che sono stati intercettati. Il rumore era così forte che sembrava di averli praticamente a fianco».
Modenesi a Dubai
I disagi riguardano anche tanti turisti che all’aeroporto internazionale di Dubai – uno dei più trafficati al mondo – dovevano fare scalo per rientrare in Italia. E ora sono bloccati, in attesa di sapere quando sarà possibile tornare a volare sopra i cieli di Dubai. Per adesso tutti fermi. Ma oltre a turisti e sportivi, ci sono anche modenesi che Dubai l’hanno scelta per vivere. Vivono a Dubai ma hanno le radici ancora ben salde a Modena anche Salim Al Rifai e la sua famiglia. «Eravamo a pranzo a Dubai Marina sabato, abbiamo sentito la contraerea fino a ieri pomeriggio. A essere pericolosi sono soprattutto i detriti dei droni, ma le persone sono tranquille, non c’è panico. Abbiamo ordinato con Deliveroo, siamo andati al supermercato. Insomma, la vita procede bene, speriamo tutto rientri».
Chiusi nei garage
C’è poi chi ha scelto Dubai per vivere e si è trasferito di recente. «Io e la mia famiglia stiamo bene – racconta Vittorio, che dall’Appennino modenese si è trasferito negli Emirati – E questa è la cosa più importante. Nella notte ci è arrivato un messaggio, sia in arabo che in inglese, in cui ci consigliavano di scendere nei garage del condominio per sicurezza. Abbiamo sentito boati di esplosioni in lontananza e aerei militari passare sulle nostre teste. Dopo un paio d’ore siamo risaliti nel nostro appartamento e abbiamo dormito tranquillamente. I droni iraniani sono infatti intercettati dalla contraerea emiratina, il rischio è di essere colpiti da schegge e detriti. Oggi (ieri, ndr) la situazione era più tranquilla, certo fuori il traffico è dimezzato. Cerchiamo di uscire di casa il meno possibile, è sicuramente una situazione spiacevole. Ma non parlerei di emergenza, mio figlio andrà a scuola oggi e pian piano ritorneremo a uscire normalmente» conclude Vittorio.
