Scontro sul campo nomadi dopo l’incidente mortale, centrodestra all’attacco: «Stop alle microaree»
Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia): «Il Comune di Modena ha speso mezzo milione per sistemare i danni provocati e c’è un sovraffollamento fuori controllo: non si può continuare così»
MODENA. Al centro non c’era il campo abusivo di San Matteo perché l’interrogazione era stata depositata da mesi, ma è ovvio che dopo i fatti di sabato 28 febbraio in via Nonantolana a Modena – i 4 giovani a bordo dell’auto in fuga dai carabinieri che hanno provocato l’incidente in cui è morta l’89enne Antonietta Berselli, che vivono con le famiglie in quel campo – era impossibile non finire (anche) lì. Così, nel Consiglio comunale di lunedì 2 marzo i gruppi di opposizione hanno attaccato la giunta sulla gestione dei campi nomadi.
La vicesindaca Maletti
A presentare l’interrogazione è stato Piergiulio Giacobazzi, capogruppo di Forza Italia, mentre a replicare è stata la vicesindaca e assessora a Sanità e Servizi connessi Francesca Maletti: «Il Comune di Modena - ha spiegato - è stato tra i primi sul territorio nazionale a intervenire per il superamento dei campi nomadi di grandi dimensioni con la realizzazione di microaree. La vicesindaca ha quindi premesso «che l’area non autorizzata interessata dagli ultimi eventi di cronaca, in località San Matteo, non rientra tra quelle prese in esame dall’interrogazione», proponendo in ogni caso «una commissione Servizi sull’area».
Tornando all’interrogazione di Giacobazzi, Maletti ha spiegato che «le microaree presenti oggi sul territorio modenese sono 16 e sono state istituite in occasione della chiusura, nel 2007, del campo di via Baccelliera». Per quanto riguarda le spese affrontate dal Comune, Maletti ha fatto sapere che «negli ultimi cinque anni, per interventi di manutenzione, il settore Lavori pubblici ha sostenuto una spesa di circa 480mila euro». La vicesindaca è poi entrata nel dettaglio della popolazione delle microaree, spiegando che «a partire dal 2023, il settore Welfare, salute e coesione sociale ha avviato un servizio finalizzato ad interventi socioeducativi e di accompagnamento all’inclusione sociale. Rispetto al 2023, oggi si registra un aumento del 18% di adulti occupati con lavori stabili e un calo dei disoccupati del 16%». I numeri sull’occupazione nelle microaree, comunque, restano preoccupanti: «I disoccupati o inoccupati - ha detto Maletti - sono 94 su 171adulti».
L’attacco del centrodestra
Ad attaccare, nella replica, è stato lo stesso Piergiulio Giacobazzi: «Quasi mezzo milione per ristrutturare abitazioni e impianti all’interno dei campi nomadi - così il capogruppo di Forza Italia - in molti casi per compensare spese per danni provocati dai titolari delle concessioni. Spazi che ormai a vent’anni dalla creazione delle microaree presentano ancora gravi deficit di impianti elettrici e fognari non a norma, con rischio dichiarato per la sicurezza. E poi sovraffollamento fuori controllo in diverse aree, con un’alta percentuale di minori in povertà educativa: è un quadro allarmante». Secondo Giacobazzi, insomma, «non si può continuare a procedere in questa direzione: basta privilegi a chi non rispetta le regole e basta finanziamenti per compensare una spesa pubblica che dal 2007 non ha portato nemmeno lontanamente ai risultati sperati». E se per Fratelli d’Italia il capogruppo Luca Negrini ha parlato di «microaree come modello che deve essere superato», ad attaccare è anche il senatore Michele Barcaiuolo: «È evidente - spiega - che il campo di San Matteo rappresenti un manifesto dell’illegalità e necessiti di un intervento definitivo. Non esistono zone franche e, nonostante anni di lassismo, ribadiamo che questo principio vale anche per il campo di San Matteo. Bisogna chiarirsi con i rom e decidere cosa sono: se sono nomadi possono esserci campi temporanei in cui queste persone si allacciano alle utenze, le pagano, e dopo poco se ne vanno. Se invece sono cittadini italiani stanziali, allora si devono comportare come tutti gli altri cittadini. Non possono esistere zone franche e insediamenti dove la gente crede di essere al di sopra delle regole».
