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In tribunale

Salta il mutuo per comprare casa, chiede indietro la caparra: a processo per tentata estorsione

di Daniele Montanari

	L'uomo chiedeva indietro la caparra
L'uomo chiedeva indietro la caparra

Il 37enne aveva versato 5mila euro per l'appartamento e voleva che gli fossero restituiti, la proprietaria lo ha denunciato

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SAN FELICE. Accusato di tentata estorsione per... un mancato mutuo. È una vicenda sicuramente un po’ particolare, ma l’epilogo non dà scusanti: l’uomo è finito a processo.

La vicenda 

Si tratta di un 37enne di origine ghanese, perfettamente integrato in Italia, con un lavoro e progetti per il futuro. Tanto che aveva pensato di comprare casa a San Felice. Un appartamento non tanto grande, per cui aveva concordato con la proprietaria italiana un prezzo di 80mila euro. Vi aveva già cominciato a vivere in affitto, poi trovandosi bene aveva pensato di fare il salto da proprietario, per stabilirsi definitivamente lì con il fratello. Come per qualsiasi compravendita, aveva dato una caparra alla proprietaria, di circa 5mila euro. Al contempo, ha avviato le procedure per chiedere un mutuo in banca per gli altri 75mila euro, fiducioso nella felice conclusione dell’operazione. Purtroppo non è stato così: nel 2022, all’esito delle procedure di verifica, la banca gli ha comunicato che non poteva concedergli il mutuo. È stata una doccia fredda. A quel punto il 37enne è andato dalla proprietaria e ha chiesto la restituzione dei 5mila euro di caparra. Lei non ne aveva nessuna intenzione, e lui le ha mandato messaggi del tipo: “Se non me li ridai, vedi cosa ti faccio”. Lei l’ha denunciato per tentata estorsione.

Via al processo

Assistito dall’avvocato Maria Larossa, l’uomo ha affrontato l’udienza preliminare in tribunale a Modena. Per il giudice c’erano gli estremi per un rinvio a giudizio. Adesso dovrà dunque affrontare un processo per un reato molto grave: rischia 3 anni di carcere. «Non abbiamo fatto richiesta di riti alternativi perché siamo convinti di poter dimostrare in dibattimento che non si è trattato affatto di un tentativo di estorsione – sottolinea l’avvocato Larossa – ma soltanto di un semplice diverbio, come può capitare. Lui è un giovane integrato, che lavora tanto e incensurato».

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